Le associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra dopo aver letto il testo del decreto sblocca Italia varato dal Governo. Un provvedimento che di fatto autorizza le trivellazioni petrolifere anche in caso di parere contrario delle Regioni. Le mire delle società petrolifere si concentrano soprattutto sulla Basilicata, regione le cui risorse sono state ancora poco sfruttate.

Secondo il Premier Matteo Renzi, che ieri ha risposto alle polemiche sollevate da Legambiente, è irragionevole rinunciare a trivellare il sottosuolo lucano dal momento che è ricco di petrolio. Secondo le stime si parla di risorse non sfruttate per almeno 400 milioni di barili. Come ha fatto notare il Presidente del Consiglio:

È assurdo continuare a lamentarsi del problema energetico se non si tira fuori il petrolio che c’è in Basilicata, in Sicilia, ovviamente coinvolgendo le Regioni e valorizzandole sul patto di stabilità.

La Strategia Energetica Nazionale (SEN) messa a punto dal Governo Renzi mira a estrarre 24 milioni di barili di greggio all’anno entro il 2020, il doppio degli idrocarburi estratti oggi in Italia. Le nuove norme contenute nel decreto sblocca Italia dovrebbero attirare investimenti per 15 miliardi di euro.

Legambiente smentisce le cifre snocciolate da Palazzo Chigi. Il petrolio estratto nei mari italiani, circa 10 milioni di tonnellate, basterebbe secondo gli ambientalisti a soddisfare appena due mesi di consumi. I danni al patrimonio naturale della penisola sarebbero invece infinitamente più duraturi. Dello stesso parere è il geologo Mario Tozzi che, dall’alto della sua esperienza nell’industria petrolifera, mette in guardia sui pericoli delle trivellazioni in regioni ad alto rischio idrogeologico come la Basilicata.

D’altro canto, diversi esponenti del mondo della finanza fanno notare che non investire nell’industria degli idrocarburi porterà l’Italia, e l’intera Europa, a pagare molto di più l’energia elettrica, frenando lo sviluppo industriale e aggravando la crisi economica.

Oltre al tema scottante delle trivellazioni, a tenere banco oggi sono le proteste dei verdi sul capitolo edilizia contenuto nel decreto sblocca Italia. Secondo Angelo Bonelli le nuove norme aprono alla cementificazione legalizzata delle coste italiane:

I fondi comuni che investono nel mattone potranno ottenere in concessione aree pubbliche costiere per realizzare interventi edilizi in deroga anche ai piani regolatori. L’esatto opposto del consumo zero di suolo.

1 settembre 2014
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I vostri commenti
turiddu, lunedì 15 settembre 2014 alle18:43 ha scritto: rispondi »

poi..non lamentiamoci se verranno terremoti distruttivi come Modena o l'Aquila!!!!

Angelo, giovedì 4 settembre 2014 alle20:38 ha scritto: rispondi »

Che... Fonzie... faccia trivellare nel suo giardino di casa ! Noi qui, nella Bassa Modenese, ne abbiamo già avute fin troppe di trivellazioni e...terremoti !

Grieco Michele, mercoledì 3 settembre 2014 alle19:39 ha scritto: rispondi »

I conti non tornano : già attualmente si estraggono circa 100.000 barili al giorno che per 365 giorni significa 100.000 x 365 = 36.500.000 (36,5 milioni) barili all'anno, e quindi se le risorse disponibili sono di 400 milioni di barili 10 anni il petrolio disponibile sarà esaurito. Ma da indiscrezioni si vuole portare la potenzialità produttiva a circa 200.000 barili al giorno, per cui in tale ipotesi le risorse petrolifere in Basilicata saranno esaurite in circa 5 anni. Tutto questo nell'ipotesi che le risosrse disponibili siano realmente 400 milioni di barili !

ignazio, martedì 2 settembre 2014 alle6:42 ha scritto: rispondi »

Perché tornare indietro di 100 anni, quando ci sono le fonti rinnovabili?

enzo, lunedì 1 settembre 2014 alle21:31 ha scritto: rispondi »

Siamo d'accordo sulla trivellazione e all'estrazione degli idrocarburi, ma le energie elettriche e la benzina continua ad aumentare. Quindi i benefici tramutati in soldi dal sottosuolo, gli italiani si chiedono che fine fanno? dal momento che le spese primarie aumentano sempre?. Inoltre, abbiamo come le risorse del sottosuolo, le risorse della luce e del sole, che possono essere sfruttate all'infinito "gratis" che ci danno la possibilità di abbattere notevolmente le spese dell'energia elettrica e quindi sfruttare tutto quanto è possibile si ricavi dalle energie, ricordandoci che tutto questo "non inquina" è a "costo Zero" .

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