Oltre alla detrazione del 55% sulle riqualificazioni energetiche degli edifici con il decreto “Salva Italia“, varato dal Governo Monti ieri, viene salvato anche il trasporto pubblico locale. Per farlo però viene aumentato il costo dei carburanti, compensando in pratica il taglio sui trasporti con nuove tasse.

Questa soluzione è stata scelta dal Governo su richiesta della Conferenza Stato-Regioni, durante la quale i governatori hanno proposto una nuova accisa dello 0,038% su benzina e gasolio per finanziare il trasporto pubblico locale, sia su gomma che ferroviario. I costi da coprire, infatti, sono ingenti: 2.055 milioni di euro.

Insieme all’accisa, però, arriva anche l’obbligo da parte degli enti locali di sbloccare le gare d’appalto per affidare i trasporti pubblici ai privati nella speranza di migliorare l’efficienza del servizio e di far scendere i costi. Al termine dell’incontro tra i governatori e Mario Monti il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato positivamente il risultato:

Attraverso una lunga discussione abbiamo convinto il governo a trovare un’altra strada e quindi abbiamo scongiurato tagli sia sulla sanità sia sul trasporto pubblico locale. Verrà chiesta ai cittadini una partecipazione ulteriore, ma cercheremo di garantire integralmente il rispetto dei servizi sanitari e il rispetto del trasporto pubblico locale

Molto meno entusiasta, invece, il governatore della Puglia Nichi Vendola che definisce “per nulla equa” questa scelta. Gli fa eco il sindaco di Bari, Michele Emiliano:

la manovra non sblocca il patto di stabilità e determina un taglio del 75% sul trasporto pubblico

5 dicembre 2011
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