Il termine “Decreto Salva-Italia” è ormai più che noto a tutti. Chi più chi meno è stato interessato dalle sue riforme, come poteva essere diverso per gli aspetti legati all’ambiente. Varie le tematiche su cui andrà a influire nel corso dei mesi: dalle energie rinnovabili ai rifiuti, passando attraverso l’allevamento di animali da fattoria e l’abbigliamento “fur-free”.

Divisi tra decreto “Salva Italia” e “Cresci Italia” una serie di provvedimenti che prospettano, o mantengono inalterati, differenti percorsi per le energie rinnovabili. Il fotovoltaico va incontro alla prevista diminuzione di incentivi, che si ridurranno di circa un terzo nella prima parte del 2012 e caleranno ulteriormente a partire da luglio. Dal 2013 i finanziamenti lasceranno il posto a una tariffa incentivante omnicomprensiva.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale e quindi disponibile per tutti i rispondenti ai requisiti richiesti è il bando da 100 milioni inserito nel decreto “Cresci Italia” a sostegno degli impianti di produzione energetica da biomasse. La finestra durante la quale potranno essere presentate le domande per il finanziamento è compresa tra il 18 marzo e il 17 aprile 2012.

Risparmio e ottimizzazione energetica saranno alla base anche dei provvedimenti messi a punto per quanto riguarda la ristrutturazione e la nuova costruzione di abitazioni ed edifici. Tre differenti tipologie di intervento regolano il settore: detrazione del 55% per l’accrescimento dell’efficienza energetica degli edifici: obbligo del 20% di quota energia da fonti rinnovabili per le nuove costruzioni o le ristrutturazioni integrali; certificazione energetica per gli immobili in vendita.

Detrazione del 55% per l’efficienza delle abitazioni, un tema che ha scatenato accese polemiche nei mesi scorsi e che sembra ora aver trovato un compromesso. La percentuale resterà la stessa per tutto il 2012 e prevederà un rimborso in cinque anni. Scenderà a partire dal 2013 al 36% e sarà detraibile non più in cinque, ma in dieci anni.

Ogni nuovo edificio che verrà costruito o completamente ristrutturato a partire dal 31 maggio dovrà prevedere una quota energetica garantita da fonti rinnovabili. Il 20% del fabbisogno di acqua calda sanitaria, riscaldamento o condizionamento dovrà provenire da energia verde, pena la mancata concessione dell’autorizzazione ai lavori.

Come già anticipato nelle scorse settimane, anche per gli immobili in vendita arriva l’obbligo dell’etichetta energetica. Ogni appartamento o altro locale in vendita dovrà riportare nell’annuncio, che sia cartaceo o elettronico, la classe energetica di appartenenza. Pratica prima richiesta solo per la registrazione del rogito ed estesa ora anche alla fase promozionale. Fa eccezione la Lombardia, dove a essere interessati dal provvedimento non saranno solo le cessioni definitive, ma anche gli affitti.

Novità anche per l’abbigliamento con il recepimento del regolamento europeo 1007/2011. Dal prossimo 8 maggio entrerà in vigore un sistema di etichettatura specifico per indicare se il capo “Contiene parti di origine animale”. Gli amanti degli animali potranno quindi da quella data distinguere con chiarezza i vestiti riportanti la certificazione “Fur Free”. Unica accortezza: l’obbligo sarà per le nuove produzioni, attenzione quindi a capi eventualmente già presenti in negozio. Lo smaltimento dei vecchi capi subirà tempi differenti, come indicato nel link poco sopra.

Nuove normative dal primo gennaio per l’allevamento di galline. Maggiori gli spazi a disposizione per gli animali (750 centimetri quadri ciascuno), un equivalente per metro quadro pari a circa 12 esemplari contro i circa 20 a cui si poteva arrivare in precedenza. Nel rispetto della direttiva europea 74/1999 dovrà essere anche proibito l’allevamento in gabbia.

Dopo il divieto per le lampadine a incandescenza da 60 watt, lo stesso provvedimento arriverà da settembre anche per quelle comprese tra i 25 e i 45 watt. Novità anche per i pneumatici, che dal prossimo novembre dovranno avere una certificazione di risparmio energetico calcolata in base ad attrito, aderenza in caso di superficie stradale bagnata e rumorosità.

Infine la raccolta differenziata. Scatta nel 2012 l’obiettivo minimo da raggiungere del 65% per ogni Ato, ambiente territoriale ottimale. Nel caso non si raggiunga il limite fissato si potrà chiedere una deroga al ministero dell’Ambiente. Andrà comunque prestata particolare attenzione in materia da parte dei Comuni: gli Ato che non raggiungeranno una quota pari ad almeno il 60%, come prescritto dalla Finanziaria 2007, rischieranno il commissariamento per la gestione dei rifiuti da parte di un responsabile nominato dalla Regione.

4 gennaio 2012
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