Continuano i dibattiti intorno ai finanziamenti alle rinnovabili. Fra le più attive a cercare un accordo con il governo, sicuramente troviamo Rete Imprese Italia La proposta avanzata, prevedrebbe, fatti salvi i “tagli” voluti da Romani, di salvaguardare i piccoli impianti fotovoltaici casalinghi e di piccole e medie aziende; ma soprattutto, fra le richieste spicca una “clausola di transizione” da emanare in tempi brevissimi, per chiarire la situazione economica degli investimenti già presi.

Sul fronte idroelettrico e su quello delle biomasse, troppo spesso oscurati dalla coppia fotovoltaico / eolico, l’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) torna a pretendere attenzione e a battere cassa:

Su idroelettrico e biomasse riteniamo che le scelte di governo debbano indirizzare ad una valorizzazione delle produzioni locali e delle filiere produttive montane, bloccando le speculazioni e sostenendo la certezza degli investimenti, circostanze ancora non garantite dalla attuale stesura del decreto legislativo.

Proprio per questo motivo, come ha annunciato Enrico Borghi, presidente dell’Uncem, in questi giorni si stanno tenendo degli incontri in materia con il governo – nella figura del mediatore Gianni Letta.

Tra i più attivi critici del decreto Romani, registriamo poi il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Il quale, richiamandosi a norme di buon senso, ha richiesto una proroga per tutto il 2011 del Terzo Conto Energia, si prevede anche un Quarto e un Quinto Conto Energia. In questo modo, verrebbero ad essere garantiti tutti gli investimenti già presi, risollevando un settore che rischia di affossare definitivamente. Dal 2012 in poi dovrebbero essere previsto un lento rientro “a scalare” dell’investimento pubblico, in linea con quanto previsto dagli altri paesi europei.

Ma le polemiche non si sono fermate qui. Fra le richieste avanzate al governo centrale dal governatore c’è anche la:

riattribuzione della potestà sulle concessioni per la geotermia, che il decreto ci ha sottratto pur essendo l’energia una materia concorrente. Su questo punto siamo pronti a ricorrere alla Corte costituzionale. Peraltro le concessioni geotermiche andrebbero ricontrattate e dovrebbe esserci un maggiore riconoscimento del contributo importante che questa fonte di energia toscana dà al raggiungimento dell’obiettivo europeo del 20/20/20.

I giorni che seguono si annunciano, quindi, letteralmente incandescenti.

22 marzo 2011
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