Dopo mesi di attesa e numerose polemiche delle associazioni di settore, il testo definitivo del decreto sugli incentivi alle fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico è stato firmato dai ministri competenti e inviato alla Conferenza Stato-Regioni.

Il provvedimento è stato approvato dai ministri dell’ambiente, dell’economia e delle politiche agricole e verrà discusso il prossimo 7 ottobre prima della notifica alla Commissione Europea. Il testo inviato alla Conferenza Stato-Regioni non contiene grosse modifiche rispetto all’ultima bozza del decreto per le FER non fotovoltaiche trapelata nei mesi scorsi.

Il decreto definisce le modalità di accesso ai meccanismi di incentivazione per gli impianti nuovi, gli impianti ibridi e gli impianti sottoposti a rifacimento totale o parziale che rientrano nella potenza di soglia.

Per gli impianti eolici o alimentati da fonte oceanica la soglia per l’accesso diretto agli incentivi è di 60 kW, mentre per gli impianti idroelettrici è di 50 kW. Gli impianti alimentati da biomassa con accesso diretto agli incentivi sono quelli fino a 200 kW, mentre per il biogas e per il solare termodinamico la soglia fissata dal decreto è di 100 kW.

Gli impianti che superano il valore di soglia vigente potranno accedere agli incentivi mediante la partecipazione ad aste al ribasso. Il decreto fissa a 5 MW il valore di potenza di soglia per tutte le tipologie di fonte rinnovabile. La ripartizione dei contingenti per le aste è fissata a 800 MW per l’eolico onshore e a 30 MW per l’eolico offshore. Per il geotermico il contingente disponibile è di 20 MW, mentre per il solare termodinamico è di 110 MW.

Per quanto riguarda i registri l’eolico onshore ha un contingente di 60 MW, l’idroelettrico di 80 MW, il geotermico di 30 MW, il solare termodinamico di 10 MW e le biomasse di 90 MW. Il contingente per gli impianti a moto ondoso è stato fissato a 6 MW, mentre quello per gli ex zuccherifici è di 120,5 MW.

Il testo prevede che l’energia prodotta in eccesso dagli impianti fino a 500 kW connessi alla rete venga ritirata dal GSE se richiesto dal produttore. Il Gestore dei Servizi Energetici provvederà a erogare una tariffa incentivante onnicomprensiva. La tariffa incentivante erogata sarà quella vigente al momento di entrata in esercizio dell’impianto. Il tetto degli incentivi resta invariato a quota 5,8 miliardi di euro annui.

Per quanto riguarda la biomassa e il biogas per ottenere l’erogazione degli incentivi bisognerà rispettare i criteri di sostenibilità. Il GSE effettuerà delle verifiche per accertare l’idoneità degli impianti.

Il GSE pubblicherà due bandi per l’iscrizione al registro degli impianti, mettendo a disposizione in ciascuna delle procedure metà del contingente disponibile. Le graduatorie verranno pubblicate dopo 30 giorni dalla chiusura dei registri. La scadenza del decreto è fissata per la fine del 2016.

23 settembre 2015
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