Decreto rinnovabili: ecco i dettagli

A termine di una lunga contrattazione, il decreto sulle rinnovabili è stato firmato dal Consiglio dei ministri. Sulla prima bozza (che avrebbe significato la probabile fine del fotovoltaico italiano) sono stati spesi litri di inchiostro (reale e virtuale). La creatura partorita ieri, pur mantenendo un impianto programmatico simile, smussa gli elementi più critici.

Come già annunciato, è stato stralciato il tetto degli 8 GW. Il terzo conto energia resterà, però, perfettamente attivo solo fino al 31 maggio: un modo per garantire gli investimenti già presi da cittadini privati e aziende. Da giugno 2011 il sistema andrà incontro ad una riduzione degli incentivi. Sulle quantità di questi tagli aleggia, ancora, il mistero: il governo dovrà presentare un nuovo decreto in cui fisserà le nuove tariffe e il tetto massimo annuale di impianti allacciabili. Gli impianti che eccederanno questo tetto non godranno di nessun incentivo particolare.

Inoltre, il nuovo decreto prevede nuovi limiti e paletti a tutti gli investimenti del settore:

  • un taglio retroattivo agli incentivi sull’eolico (e sulle biomasse) del 22%;
  • limite di un 1 MW per impianto fotovoltaico;
  • limite del 10% della superficie destinabile in ogni campo agricolo al fotovoltaico.

Dunque, se la legge non prevede più il taglio netto ai finanziamenti, i tempi d’oro delle fonti rinnovabili sembrano essersi comunque chiusi. Come ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia e infrastrutture di Legambiente:

Da giugno entrerà in vigore un nuovo sistema con tariffe più basse ma anche un limite annuale alle installazioni che non darà garanzie che vuole investire. Per eolico, biomasse e idroelettrico la situazione è ancora più grave, visto che è prevista l’introduzione di un fallimentare sistema di aste al ribasso, che in passato ha già dato risultati scadenti, e solo a uno sconto sul taglio retroattivo agli incentivi, passato dal 30 al 22%. Per il solare fotovoltaico, imprenditori e cittadini sono lasciati nella più totale incertezza. Solo chi ha già i cantieri aperti e finirà entro maggio avrà sicurezza sugli incentivi.

Legambiente è intenzionata a chiedere all’UE un parere sul nuovo decreto Romani, paventando l’ipotesi che questo non sia coerente con gli obiettivi europei. Voi che ne pensate?

4 marzo 2011
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I vostri commenti
Aldo, venerdì 4 marzo 2011 alle22:53 ha scritto: rispondi »

Comunque mi sembra proprio che con questo decreto Romani non ci si capisca più niente.....

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