Il tanto atteso decreto sugli incentivi alle FER non fotovoltaiche è stato firmato dal ministro dell’ambiente Galletti e dal ministro dello sviluppo economico Calenda. L’annuncio è arrivato nelle scorse ore dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Palazzo Chigi a cui hanno partecipato i vertici di ENI ed ENEL.

Renzi ha spiegato che il decreto avrà impatto sul settore delle rinnovabili italiano per i prossimi 20 anni, per un valore complessivo di 9 miliardi di euro a cui vanno aggiunti ulteriori 4 miliardi di investimenti programmati da Terna per i prossimi 4 anni.

Il leader del PD ritiene che le nuove misure messe in campo dal Governo per favorire la decarbonizzazione del sistema energetico nazionale siano una prova lampante dell’esistenza di una strategia verde chiara e ben definita, in linea con gli impegni climatici assunti dall’Italia alla COP21 di Parigi:

Abbiamo firmato l’accordo di Parigi sul clima non perché faceva figo ma perché è un pezzo della nostra strategia. Tutti insieme possiamo lavorare per fare dell’Italia il Paese più rinnovabile.

Renzi ha poi lodato il lavoro dell’ENI e dell’ENEL, due multinazionali che hanno acquisito una posizione da leadership nel mercato globale delle rinnovabili e che possono fare la differenza anche in Italia:

Abbiamo la prima azienda italiana come fatturato e lavoratori, che è l’ENI, e la seconda che è ENEL, due grandi multinazionali che rispondono agli azionisti sui mercati, che hanno ingegneria e innovazione tali da essere leader a livello mondiale ma hanno l’opportunità di intervenire a livello territoriale nel nostro Paese.

Renzi si è detto fermamente convinto che le migliori competenze e tecnologie rinnovabili siano italiane. Il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda è intervenuto sul decreto FER, del valore di 400 milioni di euro all’anno, sintetizzando la distribuzione dei nuovi incentivi:

Il 50% lavora su quelle fonti che hanno un risultato molto positivo immediatamente, quasi in equilibrio, per esempio l’eolico. Il 25% sarà su tecnologie di frontiera, come il termodinamico di cui abbiamo la tecnologia, ma non un posto dove sia stata implementata in Italia. L’ultimo 25% va al grande tema dell’economia circolare, quindi biomasse, parti di scarto.

Gli incentivi saranno così ripartiti:

  • Eolico onshore: 85 milioni di euro per 860 MW;
  • Eolico off-shore: 10 milioni per 30 MW;
  • Idroelettrico: 61 mln per 80 megawatt;
  • Geotermico: 37 mln per 50 MW;
  • Biomasse: 105 milioni per 90 MW;
  • Rifiuti: 10 mln per 50 megawatt;
  • Solare termodinamico: 98 mln per 120 MW;
  • Rifacimenti: 29 milioni per 90 megawatt;

decreto FER non fotovoltaiche sintesi incentivi

A mancare all’appello prima della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale ora è solo la firma del ministro delle politiche agricole. Il ministro Galletti ha dichiarato che nei prossimi 10 anni l’Italia investirà oltre 10 miliardi nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica. Galletti ha ricordato quanto fatto finora dal Governo per rendere più green il Paese: dalla recente entrata in vigore del nuovo Conto Termico che mette in campo 900 milioni di euro, alla conferma degli ecobonus del 65% per l’efficienza energetica, agli investimenti per 90 milioni di euro nella mobilità sostenibile.

L’ad di ENI Claudio Descalzi ha annunciato un cambio di strategia dell’azienda in direzione di un futuro low carbon, che partirà dall’installazione di parchi fotovoltaici su 4 mila ettari di terreni bonificati, per un investimento complessivo compreso tra 700 milioni e un miliardo di euro. I primi progetti dovrebbero essere avviati già all’inizio del 2017 in Sicilia, in Sardegna e in Puglia.

Anche l’ad dell’ENEL Francesco Starace ha ribadito l’impegno della multinazionale nelle energie rinnovabili per investimenti di 2,2 miliardi di euro, a cui vanno a sommarsi ulteriori 2,5 miliardi di euro destinati alle rete.

Starace ha poi precisato che la strategia dell’ENEL dipenderà anche dall’evoluzione normativa italiana. La compagnia si è inoltre impegnata a trasformare 23 vecchie centrali energetiche investendo almeno 200 milioni di euro. Terna dal suo canto sarà impegnata nel potenziamento delle reti e dei sistemi di stoccaggio.

24 giugno 2016
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