Tutti lo conoscono come Decreto Fare, ma si tratta più propriamente di un decreto legge recante “misure urgenti per il rilancio economico del Paese”. Lo ha approvato il Consiglio dei Ministri nella seduta di sabato 15 giugno, ispirandosi alle Raccomandazioni rivolte all’Italia dalla Commissione europea il 29 maggio 2013 in tema di semplificazione amministrativa, liberalizzazioni, scuola, infrastrutture etc.

Tra le misure inserite nel Decreto Fare ce ne sono alcune che puntano alla riduzione delle bollette elettriche. Prima di tutto, il provvedimento modifica le modalità di determinazione delle tariffe concesse agli impianti in regime Cip6, in modo da ridurle progressivamente fino ad allinearle ai prezzi di mercato.

Bloccata, inoltre, la maggiorazione degli incentivi ai biocombustibili liquidi, che avrebbe determinato un aumento delle tariffe di 300 milioni l’anno. Il governo, infatti, ha ritenuto “scarsi” i benefici ambientali che si sarebbero ottenuti con questa norma, preferendo invece programmare una riqualificazione degli impianti interessati.

Novità in arrivo, inoltre, anche per quanto riguarda la gestione dei rifiuti in Campania. Il Governo, infatti, ha deciso di accelerare la realizzazione e degli impianti di trattamento già previsti, ricorrendo alla nomina di commissari (che saranno individuati dal Ministro dell’Ambiente) che prendano i dovuti provvedimenti in caso di inadempienza degli enti competenti.

Con questa misura il Governo spera di evitare una multa di almeno 8 milioni di euro al giorno che potrebbe essere comminata all’Italia dall’Unione Europea nell’ambito della procedura di infrazione 2007/2195. In caso di condanna, tra l’altro, il nostro Paese perderebbe anche un finanziamento di 145 milioni per finanziare la raccolta differenziata in Campania.

Al di là delle misure sulla bolletta elettrica e sui rifiuti campani, infine, il Decreto prevede il taglio dell’accisa sul gasolio usato per riscaldare le serre, un provvedimento che secondo la Coldiretti permetterà di salvare la coltivazione di fiori, ortaggi e piante ornamentali. Un settore, sottolinea l’associazione, che rappresenta un fiore all’occhiello del Made in Italy, con oltre 30.000 serre posizionate in tutta Italia.

Ha dichiarato Sergio Marini, presidente della Coldiretti:

Siamo molto soddisfatti perché dopo anni di richieste disattese arriva il provvedimento che darà un significativo respiro a un settore particolarmente toccato dalla crisi. Sul piano politico è decisamente positiva la conferma di orientare le poche risorse disponibili a soggetti professionali che lavorano e vivono di agricoltura, che l’Italia sta anche sostenendo anche a livello comunitario.

In particolare, il provvedimento stabilisce che l’accisa sul gasolio per il riscaldamento delle coltivazioni sotto serra, cui attualmente si applica la stessa tassa prevista per i prodotti petroliferi destinati agli usi agricoli, venga ridotta a 25 euro per 1.000 litri, ma solo per i serricoltori per i quali l’attività agricola costituisce esclusivo o prevalente fattore produttivo.

Conclude la Coldiretti:

L’esenzione dell’accisa sul gasolio è fondamentale per la competitività delle imprese italiane che si devono confrontare sul mercato con partner comunitari per i quali il costo dell’energia è inferiore e dove vengono erogate agevolazioni per abbattere il costo delle fonti energetiche, per non parlare dei paesi extracomunitari favoriti da un clima più caldo, che praticano dumping sociale e che spesso utilizzano pratiche di coltivazione bandite dall’Unione Europea.

17 giugno 2013
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