Allarme eolico in seguito alla diffusione delle prime notizie sulla bozza dei nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche, fotovoltaico escluso. Se il sole non batte più a causa del Quinto Conto Energia, infatti, anche il vento non tira più forte come prima a causa del paventato rinvio del pagamento dei Certificati Verdi da parte dello Stato ai produttori di energia eolica.

Già, perché tra i tanti tagli e cambiamenti previsti dalla bozza c’è anche un forte allungamento dei tempi per il ritiro da parte del GSE dei Certificati Verdi afferenti la produzione dell’anno 2011. E l’Associazione Nazionale Energia dal Vento (ANEV) guidata da Simone Togni insorge lanciando addirittura l’allarme default per oltre tre quarti degli impianti già attivi.

Il problema, spiega Togni, è che questi impianti vengono quasi sempre costruiti con il project financing. Cioè con soldi in prestito, che vengono restituiti a rate ogni volta che arriva il pagamento dell’energia venduta da parte del GSE. Ma la prossima scadenza è vicinissima, a Giugno, e se i soldi non arrivano saltano anche le rate. Spiega Togni, in una lettera di protesta inviata al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera:

Il ritardato pagamento dei Certificati Verdi, ove confermato, si configurerebbe di fatto come una insolvenza dello Stato debitore nei confronti degli imprenditori creditori, e comporterebbe evidenti problematiche di carattere finanziario e, in particolare, rischierebbe di determinare un grave pregiudizio in capo alle numerose iniziative finanziate attraverso project finance (circa l’85%), a causa della mancanza della cassa necessaria a fare fronte al pagamento della rata di rimborso di giugno dei project finance medesimi

Probabilmente, a dire il vero, le aziende titolari di questi impianti eolici i soldi in cassa ce li hanno visto che l’energia eolica fino ad oggi è stata ben pagata. E potrebbero quindi anticipare le rate per qualche mese. Il problema, però, è che non si possono cambiare le regole quando il gioco è già iniziato: chi fa un investimento deve sapere se e come può ripagarlo, altrimenti si blocca tutto.

Togni, poi, ricorda a Passera che l’eolico ha già ricevuto parecchie batoste negli ultimi mesi e il ritardo nel ritiro dei CV sarebbe solo l’ultima di una lunga serie:

Gli operatori eolici già hanno subito tagli retroattivi con il D. Lgs. 28/2011 nel livello degli incentivi (- 22%), e con la manovra di agosto la Robin Tax (- 10,5% degli utili) e vedono inoltre all’orizzonte ulteriori interventi come l’introduzione ex novo di una “tassa” da parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas per la non programmabilità del vento (sic !), e un’altra gabella pari a 2 €/MWh per il funzionamento del GSE

La tassa sulla non programmabilità del vento, in effetti, fa quasi ridere: sarebbe come tassare gli asili perché sono frequentati dai bambini. Anche per questo ANEV si prepara a scendere in piazza il 18 aprile con le altre associazioni in difesa delle sempre più martoriate energie rinnovabili.

13 aprile 2012
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I vostri commenti
Wendy, martedì 17 aprile 2012 alle23:10 ha scritto: rispondi »

Salve, mi chiamo Wendy.  Io ho un'idea per ottenere dei risultati immediati e certi PER salvare il futuro delle rinnovabili, potrà sembrare difficile da realizzare ma non è così, la maggior parte degli Italiani la condividerà, ovvero: NOI OPERATORI DEL SETTORE RINNOVABILI, PERCHE' NON PROPONIAMO UN REFERENDUM POPOLARE ABROGATIVO E ANNULLIAMO IL QUINTO CONTO ENERGIA? SOLO COSI' POSSIAMO FARE VALERE GLI INTERESSI DEGLI ITALIANI E DI CHI NELLE RINNOVABILI HA INVESTITO, TEMPO, DENARO E PASSIONE. Io sono convinto che non sarà difficile organizzare, finanziare e portare a termine la raccolta delle firme (ne bastano 500.000 in tutta Italia) per fare vedere a tutti, politici "tecnici", politici, potenti ma anche alle persone oneste, che gli Italiani sono ben lieti di pagare qualcosa in più nella bolletta i cambio di una reale possibilità di trovare un lavoro ai propri figli e parenti (la maggior parte degli impiegati nel settore ha meno di 35 anni....l'unico settore in Italia che funziona!). La mia può sembrare un'idea fantascientifica, ma non lo è! Dobbiao crederci! E' già successo con il nucleare e siamo riusciti a bloccarli (e gli interessi erano ENORMI). Costituiamoci in Comitato civico (potrebbe essere fondarlo da tutte le associazioni in favore del delle rinnovabili) o potrebbe proporre il referendum la WWF o LEGAMBIENTE. Siamo tanti, tantissimi, e la gente, il popolo e con noi. Con le proteste in strada non concluderemo tanto, anzi, sono convinto che se ne fregheranno, com'è successo l'anno scorso. Se facciamo il referendum popolare, se la proponiamo giorno 18 aprile a Roma, il Governo capirà che deve fare marcia indietro. Capirà che NON SIAMO COGLIONI CHE PROTESTANO E BASTA! Non possono decidere il nostro futuro contro la volontà del popolo! FACCIAMO UN REFERENDUM! UTILIZZIAMO GLI STRUMENTI CHE CI DA LA COSTITUZIONE! All'interno delle nostre forze ci sono avvocati, tecnici, imprenditori, politici, siamo in tanti e tutti siamo disposti a dare un contributo per promuovere il referendum in Italia. Io sono convinto che in una settimana raccoglieremmo oltre 5 milioni di firme se diffondiamo agli Italiani le “vere” notizie sulle rinnovabili e non le menzogne che sono circolate nei giorni scorsi in TV e sui GIORNALI. Il costo delle rinnovabili lo pagano gli Italiani (che attualmente finanziano anche le lobby, per imposizione) pertanto, devono essere gli Italiani a decidere se questo settore deve essere bloccato e UCCISO. Io credo che tutti siamo disposti a dare un contributo economico e di impegno per organizzare immediatamente questa cosa. Siamo tanti e tutta gente abituata ad alzarsi e lavorare, per noi organizzare un referendum nelle maggiori città d'Italia sarebbe un stupidaggine. Non abbiamo alcun problema per farlo, ci autofinanziamo, non abbiamo bisogno di nessuno, siamo autonomi, per questo i potenti ci temono e i loro "servi" politici ubbidiscono e distruggono le rinnovabili! Siamo tanti, tantissimi, ormai è difficile fermarci, ci fermano solo con le Leggi illeggittime, ma noi possiamo abrogarle con il referendum! Pensiamo a chi ha attualmente investimenti in corso, impianti già commissionati, oneri tecnici già spesi, fidejussioni bancarie personali sottoscrtte con le Banche.....e se non riesce a connettere gli impianti entro il primo di Luglio??? Bene, facile, fallisce e licenzia tutti, e se non è tanto forte caratterialmente...magari si suicida! MINACCIAMO IL GOVERNO CON UNO STRUMENTO DEMOCRATICO, VERO E SOPRATTUTTO  EFFICACE, PROPONIAMO E NEL CASO OCCORRA FACCIAMO UN REFERENDUM POPOLARE! VINCEREMO! Già solo con questa minaccia il Governo capirebbe che si esporrebbe a rischi e danni economici colossali (il referendum in un paio di mesi abrogherebbe la Legge). Immagginiamo se venisse approvato il V conto energia e dopo due mesi venisse abrogato dal popolo....lo Stato dovrebbe risarcire miliardi di Euro agli investitori Italiani ed Esteri (questo il caro NAPOLITANO lo comprenderebbe bene...potrebbe invitare i Ministri a fare marcia indietro no?). Se facciamo questa proposta-minaccia (e il Governo sa benissimo che se partisse un referendum del genere PERDEREBBE) sicuramente il Governo quantomeno rifletterà prima di approvare il Decreto per come lo ha abbozzato. DOBBIAMO FARE SALVAGUARDARE SERIAMENTE GLI IMPRENDITORI CHE HANNO INVESTIMENTI IN CORSO....IL V CONTO ENERGIA ALMENO DOVREBBE DARE TEMPO FINO AL 31 DICEMBRE! Voglio infine sottolineare due ultime cose 1) Questo nuovo V Conto energia creerà danni anche e soprattutto a tutti gli Enti pubblici locali che hanno dato in affitto o hanno concesso il diritto di superficie a privati che avrebbero dovuto realizzare impianti fotovoltaici (pagando dei canoni di locazione) sobbarcandosi anche gli oneri di sostituire coperture in eternit o amianto e accollandosi gli oneri di manutenzione degli edifici. Ebbene si, se si approvasse il V conto energia i privati risolverebbero i contratti con gli Enti pubblici e gli enti stessi avrebbero perdite enormi. Questo V Conto energia quantomeno avrebbe dovuto salvaguardare gli investimenti in corso su edifici della pubblica amministrazine.....nemeno quello! INCREDIBILE! 2)NEL QUARTO CONTO ENERGIA C'E' SCRITTO CHIARAMENTE CHE I PICCOLI IMPIANTI NON CONCORRONO AL RAGGIUNGIMENTO DEL LIMITE DI COSTO MEDIO ANNUO........sulla base di questa disposizione normativa, nessun imprenditore che ha investito poteva aspettarsi che con il V CONTO ENERGIA (la cui nascita era già prevista nel IV CONTO ENERGIA al raggiungimento di 6-7 miliardi) potesse fare diventare i piccoli impianti uguali ai grandi impianti. Nel IV conto energia questo è categoricamente escluso fino al 31/12/2012. Pertnato....chi ha investito e ora non riesce a connettersi entro il 01/07/2012 che farà???? SI SUICIDA!?! NOOOO FACCIAMO IL REFERENDUM E ANCHE I RICORSI COLLETTIVI AL TAR LAZIO, CHIEDENDO I DANNI!   SE AGIAMO ASSIEME VINCIAMO, SE NON CI UNIAMO SIAMO GIA' MORTI!   Attendo vostre notizie e mi ritengo a disposizione per qualsiasi forma di collaborazione.   Un' operatrice del settore fotovoltaico WENDY

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