Decine di elefanti sarebbero stati uccisi nella Repubblica Democratica del Congo, il tutto nell’arco di pochissimi giorni. È quanto rivela l’International Fund for Animal Welfare (IFAW), nel sottolineare dati drammatici sempre connessi al bracconaggio di questa specie in pericolo. Negli ultimi due mesi, ben 68 animali avrebbero perso la vita, con 30 vittime solo nel giro di 15 giorni. E mentre la comunità internazionale afferma come senza un’azione congiunta gli elefanti potrebbero scomparire nel giro di pochi decenni, i cacciatori di frodo continuano ad agire.

Le uccisioni sarebbero avvenute all’interno del Garamba National Park, tutte nel corso degli ultimi 60 giorni. Jean Marc Froment, direttore per la conservazione di African Parks, ha spiegato come nelle zone del Congo ultimamente si assista all’azione di gruppi sudanesi, forse colpevoli dei decessi registrati. Pur essendoci più di 150 ranger che controllano più di 5.000 miglia quadrate di territorio, si stima 1.700 elefanti siano diventati target dei bracconieri, soprattutto nelle aree di confine.

Da aprile 2014 a gennaio 2015, 131 pachidermi sono stati trovati senza vita in Congo, secondo le rilevazioni di Enough Project. Così come già spiegato in precedenti report, le uccisioni di elefanti servirebbero per alimentare il mercato asiatico dell’avorio, un commercio a quanto pare davvero redditizio: i prezzi variano dai 1.000 ai 1.300 dollari per ogni libbra d’avorio, pari a poco meno di 500 grammi. A volte, invece, queste preziose parti verrebbero scambiate con armi e munizioni dai gruppi locali.

L’IFAW, così come sottolinea la versione statunitense dell’Huffington Post, richiede un maggiore impegno da parte delle nazioni che lo scorso anno hanno firmato la dichiarazione di Londra per la protezione degli animali a rischio d’estinzione, tra cui anche gli elefanti. Di questi, 15 paesi non avrebbero ancora compiuto passi sufficienti in direzione della salvaguardia. In particolare, nel mirino vi sarebbero Congo, Chad e Camerun, dove il rischio caccia di frodo rimarrebbe molto elevato.

26 marzo 2015
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