È una vicenda dai contorni agghiaccianti quella che viene da un piccolo e tranquillo sobborgo dell’Australia, l’ennesimo caso di violenza e tortura sugli animali che giunge sulle pagine della cronaca internazionale. Stando a quanto riportato, un soggetto non meglio identificato avrebbe decapitato un gatto per richiedere il pagamento di un debito rimasto in sospeso. Le autorità si sono già attivate per la ricerca del colpevole, mentre la cittadina è sotto shock.

Il tutto è successo qualche giorno fa quando i cittadini di Arundel, un sobborgo di Gold Coast City nel Queensland, si sono risvegliati di fronte a uno scenario da film horror. Una saracinesca di un garage completamente imbrattata di sangue, con la scritta “Dove sono i miei soldi? Tik tok”. Nelle vicinanze, un gatto domestico con zampe mozzate e testa decapitata: lo stesso sangue usato per la raccapricciante scritta.

Non è però tutto, poiché l’intero macabro rito è stato accompagnato da un’esplosione alle 2.45 del mattino: il colpevole, infatti, ha deciso di appiccare il fuoco all’auto parcheggiata nel giardino dell’abitazione coinvolta, vettura poi esplosa non appena le fiamme hanno raggiunto il serbatoio della benzina.

L’identità delle vittime, così come le immagini del cadavere felino, non sono state divulgate a mezzo stampa, ma la polizia ha confermato come le indagini si siano avviate e come dai proprietari dell’abitazione sia arrivata la massima cooperazione. Ovviamente, le piste si ridurrebbero a pochi individui, considerato come l’atto di violenza abbia avuto un target ben preciso dovuto a un conto in sospeso. Nel frattempo, la sezione australiana della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA) ha offerto una ricompensa di 5.000 dollari australiani per chiunque avesse delle informazioni utili per identificare ufficialmente l’aggressore. Fortunatamente, il quartiere residenziale presenta diverse telecamere private di sicurezza installate dagli stessi abitanti, le forze dell’ordine hanno quindi acquisito il materiale video nella speranza possa essere d’aiuto alle indagini. Data la crudezza delle fotografie della saracinesca insanguinata, si è deciso di non pubblicare gli scatti per non turbare i lettori più sensibili. Chiunque volesse comunque procedere alla visione, troverà nelle fonti in calce i dovuti riferimenti.

17 giugno 2014
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