La proposta di legge che introduce nel codice penale nuovi reati ambientali, varata dalla Camera il 26 febbraio scorso, ha ricevuto il via libera dalle Commissioni riunite Ambiente e Giustizia del Senato. Il provvedimento legislativo sugli ecoreati passerà ora in aula al Senato.

Il Ddl prevede quattro nuovi reati ambientali: disastro ambientale, punito con il carcere da 5 a 15 anni; inquinamento ambientale, punito con la reclusione da 2 a 6 anni; traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, punito con il carcere da 2 a 6 anni; impedimento del controllo, reato che prevede una pena detentiva da 3 a 6 mesi.

Tra le nuove norme introdotte per tutelare l’ambiente e la salute pubblica, la legge sugli ecoreati prevede inoltre pesanti sanzioni, il ripristino degli ecosistemi danneggiati e la confisca dei beni delle ecomafie, resa più semplice a livello burocratico.

Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, tra i promotori del disegno di legge, ha espresso soddisfazione per la velocità con cui sta procedendo l’iter. Per Realacci infatti questa legge rappresenta un adeguamento essenziale del codice penale italiano, non più rinviabile.

Ogni anno in Italia crescono gli ecoreati: dal traffico illegale di rifiuti all’abusivismo edilizio, dalle contraffazioni alimentari all’inquinamento delle acque, le ecomafie hanno fondato un impero solido che rischia di distruggere il patrimonio ambientale italiano e di minare la salute pubblica.

Il senatore del PD Pasquale Sollo, relatore del provvedimento, e il segretario della Commissione Ambiente del Senato Stefano Vaccari, spiegano che i nuovi reati ambientali previsti nella proposta di legge saranno un valido aiuto nella lotta alle ecomafie:

Si tratta di una questione che è stata rinviata per troppo tempo e che è giunta a termine grazie al contributo fondamentale del PD, accanto a quello delle altre forze politiche. Ora, con le nuove definizioni di inquinamento e di disastro ambientale, abbiamo compiuto un passo avanti decisivo.

Sollo e Vaccaro hanno poi spiegato che il testo verrà ulteriormente perfezionato al Senato. Successivamente la Camera potrà così procedere alla rapida approvazione della legge senza dover apportare ulteriori modifiche. La senatrice del M5S Paola Nugnes illustra quali integrazioni potrebbe subire il testo:

Con l’esame in Aula potremo ancora migliorare ed integrare il testo, con il reato di frode per esempio o con quello di omessa bonifica, e provando ancora ad eliminare l’ormai inutile dizione di irreversibile, ma a questo punto siamo fiduciosi di poter licenziare un ottimo testo.

28 gennaio 2015
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I vostri commenti
KLAUS DURMONT, venerdì 30 gennaio 2015 alle12:18 ha scritto: rispondi »

Da questa legge dovrebbe essere considerata e applicata anche la procedura e le pene previste dalla Procura di Taranto che ha iniziato il processo denominato "Ambiente svenduto" per l'inquinamento provocato dall'ILVA. Tutti i Tarantini se lo aspettano.

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