Dopo 20 anni di attesa forse la settimana prossima potremmo finalmente avere una legge che punisce chi si è macchiato di reati contro l’ambiente e contro la salute pubblica. Si perché ieri il Ddl sugli ecoreati è passato in Commissione Giustizia della Camera. Manca dunque solo il via libera definitivo della Camera, atteso per il 27 aprile.

Plauso da parte delle 25 associazioni che hanno portato avanti l’appello “In nome del popolo inquinato: subito i delitti ambientali nel codice penale”. Tra queste Legambiente e Libera. Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente ed Enrico Fontana, coordinatore nazionale di Libera, hanno commentato così il successo di ieri:

Con il voto favorevole della Commissione Giustizia della Camera, che ha bocciato tutte le proposte di emendamento presentate, il Ddl sugli ecoreati fa un passo in avanti decisivo verso il voto finale in Aula della prossima settimana. Quella che si annuncia a Montecitorio, dopo il via libera del Senato, è una larghissima maggioranza pronta a votare il provvedimento senza toccare neanche una virgola.

Si spera sia così, perché allora si potrebbe arrivare dritti alla conversione in legge. Ma non ci sarebbe in ogni caso la garanzia che il testo rimanga invariato. Ermete Realacci, firmatario del Ddl sugli ecoreati, parla di un possibile “intervento chirurgico” proprio alla parte che riguarda l’air gun se fosse garantita in maniera trasparente una calendarizzazione entro due o tre settimane della legge. Il divieto di questa tecnica di esplorazione dei fondali è stato inserito nel corso del passaggio in Senato, ma il Governo ha manifestato la precisa intenzione di eliminare questa parte.

Da parte loro anche la associazioni ambientaliste parlano di opportune modifiche da fare successivamente all’approvazione definitiva. Il testo attuale istituisce i reati di inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo, impedimento al controllo. Le pene previste vanno dai due ai sei anni, nel caso di “disastro ambientale” con alterazioni gravi e irreversibili degli equilibri di un ecosistema si va dai 5 ai 15 anni.

Buone notizie anche sul fronte prescrizione: i termini entro i quali i reati ambientali non sono più perseguibili dalla legge vengono raddoppiati. Nel frattempo, in attesa del verdetto di settimana prossima, Ciafani e Fontana ammoniscono:

Il governo ora dica apertamente se si schiera con gli inquinatori o con il ‘popolo inquinato’ che attende da più di vent’anni questa riforma di civiltà.

Modificare il testo per farlo tornare al Senato, con il serio rischio di un definitivo affossamento, sarebbe un vero e proprio schiaffo a tutti quei cittadini che dalla Terra dei fuochi a Marghera, da Taranto a Casale Monferrato, passando per Gela e il siracusano hanno subito le conseguenze drammatiche dell’impunità di ecocriminali ed ecomafiosi.

23 aprile 2015
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento