Una parte dell’industria europea del fotovoltaico sta facendo pressione sulla Commissione europea perché elimini i dazi antidumping sui componenti solari di fabbricazione cinese. A chiedere la fine delle tariffe punitive, in particolare, è stato Günter Weinberger, amministratore delegato dell’azienda tedesca Solar-Fabrik, produttrice di moduli fotovoltaici, che spera in questo modo di garantire la competitività del settore produttivo europeo.

In una lettera al ministro del commercio dell’UE Karel de Gucht, il CEO chiede non solo di abolire i dazi provvisori, ma anche di lavorare perché siano esenti da tasse doganali le importazione di celle solari da tutte le parti del mondo verso l’UE, con la speranza di garantire la competitività dei produttori europei di moduli che ancora sopravvivono alla crisi del settore (Centrosolar, Heckert Solar, Isofoton e Solarwatt, oltre alla stessa Solar-Fabrik).

Alla base della richiesta, la necessità, per i produttori europei di moduli fotovoltaici, di importare celle e altri componenti dai Paesi asiatici. Data la capacità installata a livello globale, ci sono solo due regioni, secondo Weinberger, che possono assicurare la necessaria fornitura di celle per l’Europa: la Cina e Taiwan.

Dopo l’introduzione dei dazi provvisori sulle importazioni cinesi, i fornitori di Taiwan hanno aumentato i prezzi dei loro prodotti, riducendo i margini di guadagno dei produttori europei. La situazione, sostiene l’AD di Solar-Fabrik, è destinata a peggiorare drasticamente, a meno che non si raggiunga un accordo tra l’UE e la Cina per scongiurare l’aumento dei dazi provvisori. A fargli eco, sottolineando i rischi di un possibile monopolio dei fornitori taiwanesi, The Alliance for Affordable Solar Energy (AFASE), un’associazione che riunisce 750 aziende del settore.

Ha dichiarato Thorsten Preugschas, presidente di AFASE:

Andremo a Bruxelles per perorare contro la prosecuzione di questi dazi nocivi e dannosi, che conducono soltanto alla contrazione del mercato e stanno costando molti posti di lavoro green in tutta Europa. Dimostreremo che i dazi provvisori introdotti il 5 giugno dalla Commissione hanno già determinato notevoli conseguenze negative.

Di parere completamente opposto l’associazione ProSun, secondo la quale le importazioni cinesi viziate dal dumping avevano già distrutto almeno 15.000 posti di lavoro nel settore europeo dell’energia solare e portato al fallimento di 60 aziende.

18 luglio 2013
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