Il Comitato IFI ha partecipato a un incontro con alcuni rappresentanti del Parlamento Europeo per valutare lo stato dell’industria europea del fotovoltaico e le conseguenze dei dazi provvisori introdotti dalla Commissione UE sui moduli e sugli altri prodotti cinesi, per contrastare le pratiche di concorrenza sleale accertate dalla stessa Commissione.

Nel corso dell’incontro, l’associazione, che riunisce circa il 90% dei produttori nazionali di celle e moduli fotovoltaici, ha sottolineato come, a distanza di un mese dall’introduzione dei dazi anti dumping, non si siano ancora registrati effetti di eliminazione del danno a carico dell’industria europea.

In pratica, secondo il Comitato IFI, i prodotti cinesi mostrano ancora livelli di prezzo di dumping, mentre si moltiplicano le operazioni di triangolazioni geografiche per evitare l’imposizione del dazio stesso (che si applica non solo ai materiali fabbricati in Cina, ma anche di prodotti importati.

Ha dichiarato Alessandro Cremonesi, presidente IFI:

Abbiamo atteso nove mesi un provvedimento che si dava come primario obiettivo l’urgente eliminazione dei gravi danni e pregiudizi subiti dall’industria europea per effetto del dumping cinese. Tuttavia la decisione della Commissione di imporre dazi troppo bassi sta generando un effetto contrario attraverso l’invio di enormi quantità di prodotto cinese sdoganato in territorio europeo a prezzi invariati di dumping e la moltiplicazione di pratiche elusive dei dazi stessi.

Secondo, Cremonesi, il settore del fotovoltaico è stato scelto dalle istituzioni comunitarie come un caso di studio in materia di distorsioni presenti nei rapporti commerciali tra l’Unione Europea e la Cina in tutti i settori economici. Ma l’inadeguatezza dei dazi provvisori starebbe contribuendo ad aggravare la crisi del fotovoltaico che sta mettendo in ginocchio l’intera industria europea di settore.

Ha concluso Cremonesi:

Ci siamo appellati ai principali referenti politici nazionali con autorevoli incarichi preso le sedi istituzionali del Parlamento Europeo, chiedendo loro di vigilare e di incidere il più possibile affinché quel principio di equità competitiva, alla base del Regolamento di esecuzione dei dazi provvisori di dumping, e regola aurea del commercio internazionale globale venga rispettato e trovi una sua piena applicazione anche oltre il 6 dicembre 2013, in occasione del giudizio definitivo espresso dal Consiglio Europeo.

2 luglio 2013
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