La Cina non introdurrà tariffe punitive sulle importazioni di silicio policristallino dall’Unione Europea. Il ministro dell’economia tedesco Philipp Rösler e il suo collega cinese al Commercio, Gao Hucheng, hanno concluso un accordo sulla questione, come anticipato dal quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt e confermato dallo stesso dicastero dell’economia di Berlino.

L’intesa potrebbe rappresentare un primo passo verso una soluzione della controversia commerciale tra Cina e Unione Europea, scoppiata dopo che il settore fotovoltaico europeo è entrato in una fase di crisi che perdura da diversi mesi.

In seguito all’introduzione, da parte dell’UE, di dazi antidumping provvisori sui moduli cinesi, in molti temevano ritorsioni significative da Pechino. Del resto, lo stesso governo cinese ha preso in considerazione per mesi l’introduzione di dazi sul poli-silicio proveniente da Europa e Stati Uniti.

Già alla fine dello scorso anno, il Ministero del Commercio cinese aveva infatti avviato un’inchiesta sulle importazioni europee di silicio policristallino, poche settimane dopo che la Commissione UE aveva a sua volta dato il via alla propria indagine sulle presunte, poi confermate dall’inchiesta, pratiche di concorrenza sleale da parte dei produttori cinesi.

Dopo l’introduzione dei dazi provvisori, il governo tedesco ha più volte insistito per cercare una soluzione amichevole della controversia sul fotovoltaico, anche perché la Germania è il principale esportatore di silicio policristallino verso la Cina e sarebbe di conseguenza il Paese più danneggiato da eventuali misure punitive di Pechino.

Ora la Cina sembra in definitiva disponibile al compromesso con la Germania, mentre si è rifiutata di sottoscrivere accordi simili con altri Paesi UE che sostengono apertamente i dazi antidumping sui prodotti cinesi. È il caso ad esempio della Francia, ma anche dell’Italia, che potrebbero presto vedere prodotti di esportazione, come il vino, colpiti da tariffe punitive in Cina.

10 luglio 2013
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