Gli USA fissano i dazi commerciali sulle torri eoliche provenienti da Cina e Vietnam. Il Dipartimento del Commercio statunitense ha deciso di applicare maggiorazioni alle tariffe di vendita fino al 73% sui prodotti di Pechino e al 60% su quelli vietnamiti. Ulteriori restrizioni sono state inoltre introdotte anche sulle altre fonti rinnovabili provenienti dall’Asia.

Dipartimento USA che ha deciso di intervenire sull’eolico proveniente da Cina e Vietnam a fronte dei dati 2011, dai quali emergono importazioni di torri eoliche dai due Paesi asiatici per 301 milioni di dollari. Cifre che però sarebbero state raggiunte grazie ad una vendita prezzi inferiori a quelli di produzione.

La definizione delle percentuali di maggiorazione ha intanto già prodotto i primi benefici effetti sui mercati per le imprese eoliche USA: la Broadwind ha guadagnato nella giornata di ieri ben il 19% nell’indice NASDAQ. Proprio la Broadwind è tra le aziende che hanno presentato la denuncia contro il presunto dumping asiatico. Soddisfazione espressa da Scott Paul, direttore esecutivo per la sede di Washington di Alliance for American Manufacturing:

La Cina ha intensificato la produzione di torri eoliche e lo ha fatto in un modo che non riflette le reali forze di mercato. Sono fiducioso che le tariffe introdotte daranno ai produttori di energia eolica americani respiro per avere più spazio di competizione nel mercato statunitense.

30 luglio 2012
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I vostri commenti
TITTISOL, martedì 31 luglio 2012 alle12:42 ha scritto: rispondi »

Così si fa, AUTOPROTEZIONISMO!!!

Ziomaul, lunedì 30 luglio 2012 alle22:01 ha scritto: rispondi »

Gli USA hanno capito. Noi quando lo capiamo oppure i nostri ministri sono dei "corretti"? Ciao

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