Ridurre i consumi dei data center del 35%. Questo l’obiettivo di una ricerca condotta dai ricercatori dei Alcatel-Lucent’s Bell Labs in collaborazione con il MIT (Massachusetts Institute of Technology). La soluzione sembrerebbe a portata di mano, o se vogliamo di tastiera, grazie a un nuovo algoritmo allo studio dei ricercatori. Un netto aumento dell’efficienza energetica frutto di una migliora gestione dei file all’interno dei grandi centri d’archiviazione dati.

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Un approccio innovativo secondo quanto riferito Emina Soljanin, ricercatrice presso la Bell Labs impegnata nella ricerca:

L’approccio è un percorso molto promettente verso il miglioramento dell’efficienza dei data center. Non si tratta di una panacea, ma di un metodo significativo e che non ha particolari obiezioni all’essere commercializzato in breve tempo.

Il funzionamento di questo algoritmo prevede innanzitutto l’ottimizzazione della presenza dei file sui supporti, spesso carichi di documenti video e altri contenuti multimediali. Ogni singolo documento è frazionato e suddiviso su vari driver, così da consentirne un più veloce reperimento. A questi si aggiungono poi le copie di backup per il recupero in caso di malfunzionamento dei dischi rigidi principali. Un processo che ottimizza l’esperienza virtuale dell’utente, spesso di un elevato numero di utenti allo stesso tempo, ma che comporta un consistente dispendio di risorse energetiche da parte del data center.

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Secondo i ricercatori il nuovo algoritmo (denominato “codifica di rete”) ridurrebbe la ridondanza dei dati negli archivi senza sacrificare la scorrevolezza della fruizione. Trasformate in una serie di funzioni matematiche, le parti che compongono ad esempio un video non necessiterebbero più di un ulteriore spazio di backup. L’eventuale ricostruzione dei file potrebbe avvenire in maniera semplice, provvedendo alla risoluzione delle funzioni in cui le parti del video sono convertite.

Una tecnica già applicata nel recente passato, ma che è ora applicata in relazione a un diverso ambito, come spiega il capoprogetto Muriel Médard, professore presso il Research Laboratory of Electronics del MIT e responsabile dell’analisi costi:

Non è la prima volta che la codifica di rete è stata proposta per i data center. Il passato lavoro però era finalizzato al recupero di dati perduti. In questo caso abbiamo considerato l’utilizzo del codice per migliorare le prestazioni in condizioni operative normali.

Aumentare l’efficienza energetica dei data center consentirà un notevole beneficio non soltanto per l’ambiente, ma anche per gli stessi conti delle aziende. Secondo lo stesso Médard il vantaggio risulterebbe significativo anche in termini economici, con un risparmio stimato in 2,8 milioni di dollari l’anno o in 18 mln calcolando l’intera durata dell’impianto.

16 aprile 2013
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