Si tratti di una statuetta, di un posacenere o di un portachiavi per qualche occasione di riciclo creativo, a tutti è capitato di modellare un oggetto con il DAS, soprattutto durante il periodo delle scuole. Questa pasta modellabile, nota in tutto il mondo, è infatti una delle più versatili per tradurre la propria fantasia in piccole creazioni manuali. Quali sono le caratteristiche e come si lavora?

Di seguito, qualche accenno sul materiale DAS, quindi sulle principali indicazioni per la sua lavorazione. Naturalmente, si tratta di informazioni generiche che, proprio per la loro natura, non possono riferirsi al caso specifico o creazioni singolari.

DAS: cosa è?

Con il nome DAS si indica una pasta sintetica modellabile a base naturale, morbida al tatto, facile da malleare e dalle proprietà simili alla creta. Si tratta di un composto altamente versatile poiché, rispetto ad altri materiali per le operazioni creative, non ha bisogno di un passaggio finale in forno e ad alte temperature per potersi indurire.

Il nome deriva dal suo inventore, Dario Sala, il quale brevettò questa innovativa pasta nel 1962. La produzione venne successivamente raccolta dalla Adica Pongo, mentre oggi il materiale è distribuito da FILA. Nei primi anni della sua storia, il DAS veniva distribuito nella colorazione bianca oppure terracotta, mentre oggi esistono anche versioni colorate, quindi adatte a qualsiasi esigenza creativa.

Data la base naturale e la buona componente acquosa, il DAS non ha bisogno di un passaggio finale in forno per potersi indurire. Inoltre, date le stesse caratteristiche, si presenta come una composto semplice da lisciare, separare e comporre, inoltre può essere applicato senza sforzo ad altri materiali come il cartoncino, il legno e la terracotta. L’unione di queste peculiarità hanno reso il DAS famosissimo in tutto il mondo, dove tutt’oggi viene sfruttato non solo a livello domestico, ma anche e soprattutto a livello scolastico, dove permette a grandi e piccini di esprimere al meglio le proprie potenzialità artistiche.

DAS: come si lavora

Lavorare con il DAS non richiede particolare impegno, né competenze pregresse: la pasta, distribuita in confezioni di diverso formato, è infatti molto morbida ed estremamente semplice da modellare. Si separa con le mani senza sforzo, pezzi diversi possono essere facilmente assemblati tra loro e, non ultimo, si adagia perfettamente su cartoncino, legno e terracotta. Particolare interessante è la possibilità di sfruttare degli abbozzati scheletri in metallo, quale il filo di alluminio per decorazioni, per creare statue senza la necessità di appositi strati adesivi.

Per modellare il DAS, si consiglia di operare su una superficie liscia e pulita, con mani altrettanto linde. Questo per evitare, soprattutto qualora si ricorra alla versione bianca o grigia, che detriti si depositino sulla superficie. Si deve inoltre ricordare come la pasta tenda a seccare velocemente all’aria, per via dell’evaporazione dell’acqua, quindi si consiglia di sigillare perfettamente la confezione per evitare che la parte di composto non utilizzata si indurisca. Allo stesso modo, qualora fosse necessario interrompere improvvisamente la fase di creazione, utile sarà ricoprire quanto di realizzato con uno strato plastico, quale la pellicola da cucina, per mantenere l’elasticità della pasta inalterata.

Come già accennato, il DAS si indurisce con la semplice esposizione all’aria, senza necessità di cottura in forno. Le tempistiche variano a seconda della grandezza e della complessità di quanto realizzato ma, di norma, sono sufficienti circa 24 ore. A indurimento terminato, il DAS può essere colorato con comuni tempere a base acquosa e, se necessario, si potrà optare per uno strato di vernice fissativa trasparente.

6 agosto 2016
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