Un’équipe di ricercatori ha scovato un’alternativa ecologica al poliuretano espanso. Il materiale ricavato dallo zucchero potrebbe ridurre l’impatto ambientale delle schiume flessibili impiegate nella fabbricazione di materassi, imbottiture per divani e poltrone e rivestimenti per gli interni delle auto.

Lo studio pubblicato sulla rivista specializzata ACS Macro Letters edita dall’American Chemical Society è stato finanziato dal Center for Sustainable Polymers della National Science Foundation e dalla University of Minnesota Graduate School. I ricercatori hanno cercato una soluzione allo smaltimento in discarica che accomuna molti prodotti in poliuretano a fine vita.

I poliuretani espansi flessibili sono molto utilizzati nel settore dell’arredamento e automobilistico e nel campo della moda per via della loro grande versatilità. Queste schiume hanno reso più confortevoli divani, pavimenti, sedie, letti e scarpe, trovando impiego anche nei dispositivi medici.

Una volta esaurito il loro compito però i prodotti in poliuretano espanso non vengono avviati al riciclo creando una mole di rifiuti. Finora gli sforzi per riciclare il poliuretano derivato dal petrolio non hanno avuto molto successo.

Per ovviare al problema l’équipe di ricercatori coordinata da Marc A. Hillmyer ha cercato un materiale a basso impatto con le stesse caratteristiche dei poliuretani. La scelta è ricaduta su una schiuma riciclabile ricavata da un materiale derivato dallo zucchero.

Gli scienziati hanno sviluppato un metodo efficiente per realizzare un poliestere gommoso derivato dallo zucchero ribattezzato PMVL (poli β-methyl-δ-valerolactone). Il nuovo polimero può essere impiegato per realizzare poliuretani riciclabili. I risultati dei primi test condotti dai ricercatori sono stati positivi. La schiuma flessibile realizzata con il PMVL presenta caratteristiche simili a quelle dei poliuretani in commercio.

Il materiale a fine vita può essere riciclato grazie a un catalizzatore con un processo ad alta temperatura. Il metodo consente di recuperare fino al 97% dell’MVL. Il monomero caratterizzato da un livello elevato di purezza a questo punto può essere reimpiegato per produrre il PMVL, senza che il prodotto finale perda le sue proprietà.

15 aprile 2016
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