Dalla FAO uno stop ai sussidi per i biocombustibili

Dal rapporto annuale SOFA (State of Food and Agricolture) 2008, pubblicato dalla FAO, giunge uno stop alle politiche internazionali di sussidio ai biocombustibili.

Se fino a due anni fa si erano accese grandi speranze su questa tecnologia, vista come risorsa in grado di rallentare il cambiamento climatico, successivamente sono state sollevate obiezioni e riserve sul suo reale e benefico impatto ambientale nonché sugli effetti determinati sulla produzione agricola mondiale.

Riguardo al primo aspetto in un passo del documento si legge:

Un maggiore utilizzo, e dunque una maggiore produzione di biocarburanti, non necessariamente contribuirà a ridurre le emissioni di gas serra così come era sembrato in un primo momento

Deforestazione, dovuta ad un mutamento della destinazione d’uso dei terreni, ricaduta sulla situazione dell’acqua, diminuzione della biodiversità sono tutti fenomeni che incidono negativamente sull’ambiente e riconducibili allo slittamento produttivo verso i biocombustibili.

Quanto al secondo punto l’incremento della domanda di materie prime come zucchero, mais ecc., necessarie alla produzione di biocarburanti liquidi, causando il rialzo dei prezzi dei generi alimentari rappresenta nel breve periodo una seria minaccia alla sicurezza alimentare per le fasce più bisognose della popolazione mondiale. Ben ventidue paesi a livello mondiale sono esposti al rischio di un aggravarsi della denutrizione cronica. Tuttavia, il rapporto non chiude completamente le porte alla diffusione dei biocarburanti.

In una prospettiva ambientalista notevole interesse suscitano gli sviluppi della ricerca sulla biomassa ligneocellulosica dai cui esiti ci si aspetta di far scendere le emissioni di gas serra del 70-90%.

13 ottobre 2008
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