La birra potrebbe essere una bevanda più salutare di quando si creda. Dopo le ricerche sui benefici del vino in merito a osteoporosi, Parkinson e Alzheimer, un nuovo studio dell’American Chemical Society dimostra che bere birra in maniera moderata può essere importante per il nostro organismo.

I danni ossidativi alle cellule neuronali contribuiscono allo sviluppo di malattie neurodegenerative: proteggere tali cellule potrebbe prevenire l’insorgenza di tali patologie o rallentarle. La ricerca pubblicata dal Journal of Agricultural and Food Chemistry dimostra come un composto derivante dal luppolo (Humulus lupulus L.) potrebbe proteggere le cellule cerebrali e rallentare lo sviluppo di malattie come il morbo di Alzheimer e quello di Parkinson.

Nella produzione di birra i fiori della pianta del luppolo sono usati per aggiungere alla bevanda un tocco amaro: sono le infiorescenze femminili, in particolare, quelle ricche di ghiandole resinose che producono una sostanza giallastra. Questa sostanza è composta da oli essenziali, α-acidi come luppolina, umulone e lupulone, e da polifenoli come flobafeni e xantumolo.

È proprio lo xantumolo ad aver attirato l’attenzione dei ricercatori dell’ACS, per le sue proprietà antiossidanti e antitumorali. Secondo le analisi del team guidato dal professor Jianguo Fang, lo xantumolo potrebbe proteggere le cellule neuronali e potenzialmente contribuire a rallentare lo sviluppo di disturbi cerebrali diventando quindi un buon candidato nella lotta a specifiche malattie neurodegenerative.

Non è la prima volta che si evidenziano i benefici della birra: ricercatori giapponesi della Sapporo Medical University avevano già scoperto i benefici di un moderato consumo rispetto alle malattie stagionali, in quel caso grazie ad un altro componente della bevanda, l’umulone.

29 gennaio 2015
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