Da sempre impiegato nella cucina asiatica, il daikon è un ingrediente che trova sempre più spazio anche nelle ricette occidentali, complice anche il rinnovato interesse per le diete vegane e vegetariane. Ma come coltivare questa preziosa radice autonomamente, magari approfittando di un piccolo orto o di un balcone?

Noto anche come ravanello giapponese, il daikon è un ortaggio dalle numerose qualità: ricco di sali minerali, in particolare di potassio, è infatti utile al benessere dell’organismo. Di seguito, le informazioni sulla pianta e le tecniche più indicate per la coltivazione.

Cosa sapere prima di coltivare il daikon

Il Raphanus sativus var. longipinnatus è una varietà di ravanello appartenente alla famiglia delle Brassicaceae. Noto anche come ravanello cinese, giapponese, invernale o carota bianca, è disponibile in diverse coltivazioni: la più nota è l’aokubi-daikon, una radice di colore bianco lunga circa 20-35 centimetri, ma diffusa è anche la Sakurajima, dalle forme molto più tondeggianti. Impiegato largamente nella cucina nipponica, il daikon può essere consumato crudo come accompagnamento a insalate o al pesce, grattugiato come guarnizione o, ancora, cotto in abbinato alle zuppe di miso.

=> Scopri le proprietà del miso


Il clima ideale per la coltivazione del daikon è quello temperato, senza eccessi sul fronte dell’afa né temibili gelate. Presenta comunque una media resistenza ai luoghi più freschi, purché godano di una buona esposizione solare, e cresce facilmente su tutto lo Stivale.

Il terreno preferito è morbido e ben drenato, per evitare i ristagni d’acqua, anche se la radice può mostrare un’incredibile adattabilità anche a terricci più complessi. Utile, tuttavia, sarà verificare l’assenza nel suolo di grandi sassi, per non compromettere l’estensione in profondità delle radici. Altrettanto importante sarà una fertilizzazione con concime organico, in particolare con compost.

Le necessità d’acqua non sono eccessive, anche se variano dal periodo dell’anno: il daikon, infatti, può essere coltivato sin dalla fine dell’inverno fino all’autunno inoltrato. Nei mesi più freschi si potrà procedere un paio di volte la settimana, mentre d’estate è consigliato annaffiare quotidianamente, meglio se di primo mattino o al tramonto. Bisogna prestare attenzione, però: un apporto eccessivo d’acqua potrebbe portare le radici a spezzarsi, mentre i periodi di siccità potrebbero indurirle, rendendo il daikon poco piacevole al gusto.

Coltivazione in orto e in vaso

Il daikon può essere efficacemente coltivato sia in orto che in vaso, anche se quest’ultima possibilità non è molto frequente, poiché servono contenitori di grandi dimensioni: è necessario, infatti, che vi sia sufficiente profondità affinché le radici possano svilupparsi.

=> Scopri le proprietà del daikon


In ogni caso, la predisposizione del vaso è molto importante: sul fondo andrà adagiato un letto di ghiaia e cocci, oppure di palline d’argilla espansa, per garantire un corretto deflusso dell’acqua. Si riempie quindi il tutto con del terriccio morbido e arricchito con compost, mentre in orto si procederà a una preliminare vangatura, anche per rimuovere eventuali sassi.

La coltivazione del daikon avviene principalmente per semina: l’operazione ha di solito luogo in concomitanza con la fine dell’inverno, tra febbraio e marzo, e può procedere fino all’autunno inoltrato. I semi vanno inseriti nel terreno a circa 1.5 centimetri di profondità, dopodiché ricoperti con un sottile strato di terriccio. È inoltre indicato lasciare un sufficiente spazio tra un seme e l’altro, anche di una decina di centimetri, per permettere agli esemplari di svilupparsi senza intoppi. All’apparizione dei primi germogli si procede con un iniziale diradamento, eliminando quelle piantine che appaiono più deboli, mentre il raccolto può avvenire già dopo un mese, a seconda delle condizioni climatiche. Di norma, una radice pronta al consumo vede un diametro di 2.5 o 3 centimetri, da verificare scostando leggermente la terra alla base della pianta.

Tra le opere di manutenzione, un successivo diradamento qualora gli esemplari fossero troppi e disordinati, nonché l’eliminazione delle erbacce. Sebbene tutte le varietà di ravanello, compreso il daikon, siano in grado di produrre delle sostanze deterrenti per gli insetti, le radici potrebbero soffrire di attacchi fungini.

27 novembre 2016
Lascia un commento