Iniziare a scrivere su questo blog è un’interessante occasione per una riflessione su quelle che sono le potenzialità dell’informazione user generated (“fatta dagli utenti”, come, appunto, un blog) nella promozione di notizie e argomenti riguardanti lo sviluppo sostenibile.

Si può anzi tranquillamente sostenere che gli stessi media tradizionali, da sempre ancorati a dei temi più o meno stabili, dalla politica (alla politica, e ancora alla politica… ) all’economia, siano in un certo modo trascinati dalla rete a trattare maggiormente argomenti come quello della sostenibilità ambientale. D’altronde, è una caratteristica assolutamente tipica del Web quella di rispecchiare esattamente i reali interessi degli utenti che lo popolano, che impongono lo loro volontà a suon di click.

La blogosfera di ogni parte del mondo ha superato puntualmente i media tradizionali nel mettere a punto una gerarchia di notizie davvero di interesse per i lettori. L’Italia ne è un valido esempio, con i grandi quotidiani on line che hanno faticosamente cercato di seguire la tendenza, avvicinandosi il più possibile ai temi più richiesti, tra cui quello dell’ecologia.

Lo stesso si può dire del confronto tra il vecchio broadcasting televisivo e i suoi surrogati on line. Dalla sua nascita YouTube ha rappresentato uno dei principali canali attraverso cui, sia “normali” utenti, che più o meno storici movimenti dell’ecologia, portano avanti le loro battaglie, attraverso video di denuncia, provocazione o semplicemente informazione: da Greenpeace al WWF, da Legambiente alla Peta (associazione animalista che fa dell’utilizzo del video una scelta comunicativa strategica).

All’apice di questa tendenza ci sono esperienze di recente nascita come il portale emPivot (dalla fusione di “empower (dare l’opportunità” e “pivot) perno, persona centrale”), novità made in Usa nel campo degli user generated content (UGC) “ecologico”. Un network stile YouTube (e che si appoggia sul famoso portale) per condividere video, interamente dedicato al tema ambientale. Uno strumento, secondo i sui creatori, per “offrire agli utenti la possibilità di prendere personalmente in mano i problemi ambientali e farli circolare” rendendoli noti, condividendoli.

Un esempio calzante di quanto dicevamo. Un portale in grado di mettere in rete gli utenti, facendoli confrontare su notizie altrimenti quasi o del tutto inaccessibili: dai reportage sui danni della plastica in Oceani lontani, ai video sugli scioglimenti dei ghiacci, ai tantissimi contributi dei membri della community che dicono la loro. Per un informazione che può trovare nella partecipazione il giusto ingrediente per avvicinarsi agli ideali di completezza, obiettività ed efficienza.

15 settembre 2008
I vostri commenti
Anna, martedì 23 settembre 2008 alle15:44 ha scritto: rispondi »

Questa iniziativa è grandiosa...dove l'avete trovata? siete anticipatori di tendenze? Attingeremo sicuramente per il nostro festival di cortometraggi, Nanofilmfestival! Grazie

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