Germogli dei broccoli per proteggere bocca e gola dai tumori. Una molecola contenuta in queste verdure crocifere potrebbe rivelarsi molto importante nella protezione da alcune forme tumorali ad alto rischio con quelle che interessano la testa e il collo. A sostenerlo uno studio condotto dai ricercatori statunitensi della University of Pittsburgh.

Il merito sarebbe da attribuire, secondo i ricercatori, alla presenza nei germogli dei broccoli di sulforafano. I benefici di questa molecola sarebbero emersi durante uno studio, condotto dagli esperti statunitensi sui topi. I risultati dello studio sono stati presentati durante l’American Association for Cancer Research Annual Meeting di Philadelphia.

La scoperta di tale molecola potrebbe rappresentare uno sviluppo importante per la cura di queste specifiche forme tumorali, come ha sottolineato la Dr.ssa Julie Bauman, Professore associato presso la University of Pittsburgh:

Le persone che sono state curate per un tumore alla testa o al collo sono ancora a elevato rischio di sviluppare un secondo tumore nella loro bocca o nella gola, questi secondi tumori sono di solito fatali.

Stiamo così sviluppando una molecola naturale e sicura trovata nelle verdure crocifere per proteggere il rivestimento orale da queste forme di tumore.

I benefici ottenuti nei topi hanno riguardato in particolare, sottolinea il Professor Daniel Johnson della University of Pittsburgh School of Medicine, la diminuzione dell’incidenza e del numero dei tumori. Come ha poi proseguito il ricercatore:

L’evidenza dei benefici del sulforafano nella prevenzione dei tumori orali nei topi aumenta le speranze che questo composto ben tollerato possa agire anche nella prevenzione dei tumori orali nell’uomo, che sperimenta esposizione cronica a inquinanti ambientali e cancerogeni.

I ricercatori hanno inoltre sperimentato l’assunzione di bevande potenziate con l’aggiunta di sulforafano anche in 10 volontari, ai quali è stato somministrato un succo di frutta con un’integrazione di estratto di broccoli.

Dai dati raccolti è risultato come nei soggetti analizzati vi siano state delle alterazioni, a effetto protettivo, del rivestimento della bocca. Un segnale, concludono i ricercatori, che il sulforafano verrebbe assorbito in maniera diretta proprio da quei tessuti che ne hanno maggiore bisogno.

20 aprile 2015
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