Curcuma: coltivazione, fioritura, usi

La curcuma è una pianta di origine asiatica conosciuta perlopiù per i suoi rizomi, sempre più richiesti sia in cucina, per accompagnare le più svariate pietanze, che come rimedio naturale per il benessere dell’organismo. Meno nota è però la pianta che deriva da queste radici, nonché i bellissimi fiori che la caratterizzano. Quali sono, perciò, le peculiarità della curcuma? E come si coltiva, quando avviene la fioritura e quali sono gli usi principali?

Come facile intuire, prima di procedere alla coltivazione della curcuma è necessario chiedere consiglio al proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia, anche per vagliare la compatibilità del vegetale con il clima tipico della propria zona di residenza. Di seguito, qualche informazione utile.

Curcuma: caratteristiche e usi

Curcuma

Per curcuma si intende un genere di piante di origine asiatica, appartenente alle Zingiberaceae. Questa famiglia comprende più di 90 specie differenti, anche se la più conosciuta è la Curcuma longa, la varietà impiegata sia a scopo alimentare che per la produzione delle spezie. Conosciuta anche come zafferano delle Indie, a scopo alimentare e curativo si impiegano le radici – dette rizomi – caratterizzate da un intenso colore arancione. Queste ultime vengono polverizzate e impiegate nei più disparati modi, non solo in cucina.

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La pianta si presenta con delle foglie lunghe e appuntite, solide e abbastanza carnose, adagiate attorno al fusto interno e leggermente pendenti alle estremità esterne. L’arbusto, mediamente alto e molto vistoso, si distingue per il suo intenso colore verde e per l’andamento quasi cespuglioso delle foglie, quest’ultime spesso distinte da evidenti scanalature oblique e da un centro più scuro, tendente al marrone. I fiori, singolari e molto appariscenti, si sviluppano al centro dell’arbusto e si estendono verticalmente: da diversi livelli di piccole foglioline verdi si ergono i petali dell’inflorescenza, di solito di colore lilla o viola intenso.

Così come già accennato, gli usi della curcuma sono i più disparati, soprattutto in India, luogo dove la coltivazione è più intensa. I rizomi ridotti in polvere sono impiegati come spezia e condimento di numerose ricette, ma anche come rimedio naturale utile per combattere le infezioni alle vie respiratorie, per ridurre la pressione sanguigna e, non ultimo, come alleato nella disinfezione delle vie urinarie. Negli anni, inoltre, diversi studi hanno confermato l’efficacia della polvere di curcuma come protezione per organi e tessuti, data l’elevata capacità antiossidante, nonché come ingrediente alimentare amico del cuore. Non è però tutto, poiché la curcuma è anche scelta come innocuo colorante per cibi e per tessuti, data l’intensa tinta arancione, nonché in alcuni villaggi indiani come gioiello vegetale da appendere al collo delle future spose.

Coltivazione e fioritura

Curcuma, pianta

La curcuma può essere efficacemente coltivata sia in vaso che in giardino, ma è indispensabile prestare attenzione alle necessità climatiche della pianta. Provenendo originariamente da luoghi dal caldo e dell’umido molto intenso, praticamente tropicali, le temperature dell’inverno europeo potrebbero inficiarne la crescita. Per questa ragione, è spesso scelta come esemplare da appartamento o da serra, relegando la coltivazione in giardino solo nei mesi estivi.

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La temperatura di riferimento è superiore ai 15 gradi, anche nelle ore notturne, mentre il terreno preferito è morbido, drenante, leggermente acido e privo di ristagni. Considerando come la pianta tragga dal terreno molte sostanze nutritive, è bene provvedere a una concimazione ciclica, anche con fertilizzanti organici come il compost. La richiesta d’acqua è abbastanza elevata, ma è necessario far riferimento all’umidità del proprio luogo di residenza e alla secchezza del terreno. Oltre a bagnare quest’ultimo, utile è anche vaporizzarne le foglie con un comodo spruzzino.

La moltiplicazione della pianta è molto semplice e, per questo, è scelta come modalità principale di coltivazione. Verso l’apice della fase vitale del vegetale, quindi in estate inoltrata, le radici della curcuma tendono a ramificarsi e raddoppiare, dando origine a grandi cespi. Si può quindi asportare delle piccole porzioni dei rizomi, con i relativi fusti, e piantarli in nuovi vasi o trasferirli nella dimora in giardino. Anche dal singolo rizoma è possibile ottenere una germogliazione, seppur più lenta rispetto alla divisione del cespo, va però sottolineato come le radici d’acquisto per uso alimentare potrebbero essere trattate con sostanze che ne impediscono lo sviluppo. La fioritura avviene in piena estate, con esemplari rigogliosi e di intensa colorazione violacea: in questo periodo, le necessità di acqua e di sostanze nutritive nel terreno potrebbero aumentare.

Pur rimanendo una pianta resistente, la curcuma può essere attaccata da afidi, ragnetti rossi e cocciniglie, da controllare con appositi prodotti. Ancora, d’inverno potrebbe soffrire un eccesso d’acqua, tale da far marcire le radici.

10 novembre 2018
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