Un marchio di qualità per identificare il vero cibo giapponese all’estero. È allo studio del Ministero dell’Agricoltura del Giappone una procedura di certificazione per gli chef che realizzeranno piatti della cucina nipponica secondo l’antica arte culinaria “washoku”.

La cucina giapponese è molto diffusa nel mondo, con 88.700 ristoranti accreditati nel mondo a luglio 2015. Soltanto un ridotto numero di questi è però realmente legato a quelli che sono i dettami dell’arte culinaria tradizionale del Giappone.

Il sistema di certificazione allo studio delle autorità giapponesi servirà a garantire sia l’identità culturale della cucina tradizionale nipponica, dal 2013 Patrimonio Immateriale dell’UNESCO, sia a tutelare i consumatori da “imitazioni” di qualità inferiore. Al fine di ottenere la necessaria qualifica gli chef dovranno seguire corsi in Giappone della durata variabile: da pochi giorni a percorsi pluriennali.

Una “invenzione” della quale però rivendicano la paternità i pizzaioli napoletani, come spiega il direttore dell’AVNP Antonio Pace:

Noi abbiamo fatto lo stesso più di trent’anni fa. Anche noi ci occupiamo della formazione dei pizzaioli secondo le regole della tradizione. All’epoca – erano gli anni Ottanta, quando esplose la moda dei ‘paninari’ – noi pizzaioli napoletani decidemmo di tutelare la nostra arte e il nostro prodotto di fronte al dilagare dei fast food. Il nostro marchio ‘Vera pizza napoletana’, con il Pulcinella che regge una pala per informare la pizza, è riconosciuto in tutto il mondo.

19 gennaio 2016
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