Cuccioli di cane abbandonati in una cava

Il periodo delle feste natalizie spesso diventa un incubo per molti animali, che finiscono per ingrassare le file del randagismo. Colpa della crisi, oppure dei botti di Capodanno che spaventano a morte gli animali costringendoli a cercare una fuga, il periodo conta sempre nuovi abbandoni. La più grande delle responsabilità è affidata alla leggerezza con cui molte persone adottano, o peggio comprano, un cucciolo di cane pensando sia un oggetto o un peluche. Per poi, finito il periodo natalizio, eliminarlo come un giocattolo rotto.

È quello che sostiene l’associazione The Dogs Trust di Leeds, in Inghilterra, che solo sul territorio inglese cura circa 16.000 cani frutto di incuria, abbandono, violenza o abuso. Ultimi della fila due cuccioli di sole dodici settimane recuperati in un cava nei pressi di Leeds, coperti di rogna e completamente sottopeso. I due animaletti dal manto nero e spelacchiato, prontamente ribattezzati Jingle Bells, sono stati individuati da un passante che li ha prelevati e portai al centro. Un gesto importante che ha salvato loro la vita.

I due cagnolini dall’aspetto spaurito si sorreggono a vicenda: stanno ricevendo le giuste cure per debellare la rogna e per aumentare di peso. Il percorso di guarigione ormai avviato li condurrà verso il recupero della salute, in favore di una nuova adozione. Amanda Sands, manager dell’associazione, è sicura che Jingle e Bells siano il frutto di un abbandono natalizio. Un classico del periodo delle feste, condizione che mette sotto pressione The Dogs Trust, costretta a far fronte a un numero sempre crescente di randagi. I due cuccioli recuperati nella cava erano infreddoliti, terrorizzati dalla solitudine, completamente disidratati e affamati.

Solo nel Regno Unito, da aprile 2010 a marzo 2011, c’è stato un aumento degli abbandoni pari al 4%. Una pratica crudele che coinvolge non solo cani e gatti, ma anche altri amici domestici come conigli, furetti e animali esotici. Una percentuale molto forte che, nonostante l’aumento delle adozioni in canile, segna ancora un trend molto negativo. Molto simile a quello che coinvolge l’Italia, spesso al centro di vere e proprie emorragie da abbandono di animali.

3 gennaio 2014
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