Una cucciola di orsa ha dovuto imparare a cavarsela da sola, senza una madre e una famiglia e principalmente senza una zampa anteriore. La piccola di nome Rose, avvistata in una zona rurale dell’India, da tempo si aggirava nei pressi di un villaggio. Gli abitanti, in un primo momento, hanno preferito non interagire con lei per non scatenare le ire di mamma orsa. Ma più le settimane passavano più l’orsacchiotta appariva sola e abbandonata, zoppicante e affamata. Così è stato chiesto il supporto della Wildlife SOS che ha preso in cura la piccola Rose.

Secondo i racconti l’orsetta si muoveva nei pressi del villaggio con la zampa maciullata, utilizzando il muso come stampella personale. Una scena piuttosto deprimente e triste, che ha attivato gli abitanti, i quali hanno interpellato prima le guardie forestali e di conseguenza l’associazione. Il recupero è avvenuto con il supporto del personale interpellato ma anche grazie all’aiuto degli abitanti che, in team, si sono addentrati nella foresta per recuperare la piccola di soli tre mesi. Dopo un tentativo di opposizione dato dalla paura, Rose si è affidata ai suoi salvatori, consapevoli del suo stato di salute piuttosto incerto.

Le prime visite hanno evidenziato la presenza di una grave infezione circoscritta alla zampa e uno stato di deperimento generale.

La ferita all’arto è apparsa piuttosto seria, forse causata da una trappola o da un laccio. Rose è stata sottoposta subito a un trattamento antibiotico, ma ha mal digerito la nuova condizione a cui ha reagito con nervosismo, specialmente se in presenza del personale. Il primo periodo è stato segnato da pianti continui e una lacerante malinconia: incapace di muoversi adeguatamente la piccola si trascinava con fatica. Ma con il tempo ha trovato una via per utilizzare le sue tre zampe, familiarizzando al contempo con il custode che spesso la dondola sull’amaca dentro il suo spazio. Nonostante la sofferenza patita Rose sta iniziando a rispondere positivamente, recuperando peso ed energie ma anche un pizzico di serenità.

24 febbraio 2016
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