Muffe e batteri nei cubetti di ghiaccio utilizzati per drink e cocktail. Questo uno dei possibili rischi quando si ordina al bar o al pub secondo una recente indagine condotta a Palermo, dove in tre esercizi commerciali su cinque si sono registrate concentrazioni consistenti di batteri enterococchi.

Rendere più piacevoli cocktail e bevande ordinati al bar potrebbe non essere privo di qualche piccolo rischio. Secondo i dati raccolti dall’Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare (INGA) in un campione su 5 sarebbero stati riscontrati livelli consistenti di pseudomonas, mentre all’interno di tutti i 15 campioni analizzati sembra siano stati registrati contaminanti tipici delle tubature e muffe. Il livello generale in Italia sembra tuttavia essere più rassicurante, prosegue l’INGA, che spiega:

Il ghiaccio alimentare italiano è quasi sempre sicuro, anche se si deve fare di meglio. Soprattutto da parte delle piccole realtà di autoproduzione.

A questo proposito, conclude l’Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare, il Ministero della Salute ha fornito un utile strumento per migliorare la sicurezza del ghiaccio ottenuto in ambito “privato” e non industriale:

Il “Manuale per la corretta prassi operativa per la produzione di ghiaccio alimentare” redatto con la supervisione del Ministero della Salute, ha da un anno fornito un elenco dettagliato di tutte le procedure in grado di garantire che la filiera del ghiaccio offra al consumatore un prodotto privo di contaminanti di qualunque natura: fisici, chimici, ma soprattutto biologici.

13 luglio 2016
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