La Critical Mass compie 20 anni, un risultato senza dubbio invidiabile per una forma di iniziativa politica così giocosa e, a tratti, spontanea. Esattamente l’ultimo venerdì del settembre del 1992, a San Francisco un gruppo di ciclisti si diede appuntamento e cominciò a girare assieme la città “facendo massa”.

Il gioco è semplice: una volta al mese i ciclisti aderenti a un forum si dà appuntamento per le vie delle grandi città nel mondo (da Roma a Rio) e inizia ad affrontare il traffico in bici: una critica silenziosa al proliferare di automobili – che vengono bloccate e rallentate – e spesso anche una rivincita contro un’urbanistica non pensata a misura di bicicletta. Negli anni questo si è evoluto nei vari Paesi in maniera diversa: se la Bicicletada brasiliana è diventata un affare istituzionale, perdendo in carica eversiva e creatività, a Roma il movimento è cresciuto tanto da organizzare ogni anno una Ciemmona, una grande massa critica formata da ciclisti proveniente da tutta Italia.

Un articolo del Guardian celebra questo compleanno con dovizia di particolari, elogi e critiche: senza dubbio nel tempo, in molte situazioni cittadine, come quella di Londra, si è perso molto in creatività, sfociando spesso in mera aggressività nei confronti degli automobilisti. In altre situazioni, comunque, si è sviluppato e mantenuto un modo di fare decisamente nonviolento: sorriso sulle labbra, nonostante magari i rimproveri degli autisti, e ricerca del dialogo con questi ultimi.

CM a Roma

Ma a prescindere dallo stato di salute di ogni gruppo cittadino, i 20 anni di CM sono serviti a diffondere un’idea della mobilità urbana sostenibile, non solo influenzando direttamente le istituzioni, ma anche radicando in molti ambienti l’idea che la critica a certe politiche urbanistiche possa essere fatta anche tramite semplici gesti quotidiani, come lasciare l’auto in garage e andare a lavoro in bici.

I 20 anni della CM sono tati anni di lotte, ma anche di divertimento, crescita personale, sviluppo di un tessuto sociale che va dalle ciclo-officine ai forum su internet. L’augurio migliore che ci sentiamo di fare, parlando di lotte e rivoluzione, è quello di commentare questo primo ventennio con la frase celebre del maggio francese: ce n’est qu’un debut, non è che l’inizio.

28 settembre 2012
Fonte:
Lascia un commento