La crisi economica che sta pressando sulla vita degli europei ha inciso negativamente sulle scelte individuali. Gli italiani, in particolare, si trovano a combattere con un’incertezza esistenziale profonda, che si ripercuote sui bisogni del singolo. Si tende a scremare il superfluo e non riuscendo ad arrivare a fine mese, a privarsi di moltissimi elementi.

Sotto la lente d’ingrandimento delle scelte anche gli animali di affezione, sempre più spesso abbandonati davanti ai canili o in mezzo ad una strada. Una scelta spesso condizionata da uno sfratto improvviso, da una diminuzione dello stipendio oppure dalla mancanza di lavoro. Uno stato di estrema drammaticità, che andrà ad ingrossare l’alta percentuale di abbandoni che si rinnovano estate dopo estate.

A lanciare l’allarme è stata l’Enpa che sta monitorando la preoccupante situazione e che, in tandem con svariate associazioni nazionali o locali, cerca di arginare il problema. Il numero sempre crescente di animali abbandonati impatta contro quello delle adozioni, sempre tristemente inferiori nonostante il lavoro costante dei volontari.

È una condizione piuttosto triste che si affianca all’illegalità del commercio degli animali dall’Est Europa, con dati piuttosto allarmanti legati al traffico di animali destinati ad una morte prematura. Nonostante la crisi, se costretti ad una separazione dall’amico di una vita, è sempre meglio cercare una soluzione assicurandogli la possibilità di trovare una nuova casa oppure un’accoglienza momentanea in un rifugio o in canile. L’abbandono non è la soluzione, ma piuttosto l’anticamera di una morte lenta e dolorosa.

6 giugno 2012
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