La crisi del fotovoltaico non risparmia il gigante tedesco degli inverter SMA AG. Il gruppo, nato a Niestetal nel 1981 e nel giro di pochi anni diventato il primo produttore al mondo di inverter fotovoltaici, ha annunciato ieri che i ricavi nel 2013 saranno inferiori alle attese e, di conseguenza, sarà necessario procedere a una dolorosa ristrutturazione della forza lavoro.

Se il 2012 si chiuderà con vendite comprese tra 1,3 e 1,5 miliardi di euro, infatti, per l’anno prossimo si prevedono vendite tra i 900 milioni e il miliardo e trecento milioni. Questo crollo delle vendite, dovuto principalmente al taglio degli incentivi al fotovoltaico in Italia e Germania e allo stallo generale degli altri mercati a livello globale, peserà sul bilancio dell’azienda. Che si prevede in pareggio a fine 2013, anche se non si esclude la possibilità di un segno negativo.

Le ripercussioni sui lavoratori saranno pesanti: 600 contratti a termine non verranno rinnovati e altri 450 lavoratori a tempo indeterminato andranno gradualmente a casa. L’azienda si concentrerà sulla riduzione dei costi e sul settore ricerca e sviluppo, che anzi vedrà investimenti per 100 milioni di euro, sacrificando la produzione.

SMA è presente, oltre che in Germania, anche in Italia, Spagna, Francia, Grecia, Stati Uniti, Australia, Cina, Corea, Repubblica Ceca, Portogallo, Emirati Arabi Uniti, Canada, Belgio, Regno Unito, India, Polonia, Giappone, e Thailandia. C’è da chiedersi, quindi, dove avverranno i licenziamenti.

Sembra che l’Italia si salverà. Nel nostro paese SMA non ha impianti produttivi ma solo una sede commerciale milanese, che si occupa principalmente di marketing e assistenza ai clienti. Una sede, tra l’altro, che appena l’anno scorso ha raddoppiato i propri occupati, passando da 30 a 60 unità.

Le notizie provenienti da un colosso mondiale come SMA sembrano invece smentire i recenti report sul mercato degli inverter provenienti da Pike Research e IMS Research, che prevedevano sì il crollo del mercato europeo, ma anche un altrettanto forte crescita delle vendite nel resto del mondo. Il settore industriale del fotovoltaico e delle componenti a esso collegate, quindi, si dimostra ancora una volta talmente tanto fluido da risultare difficilmente prevedibile.

19 ottobre 2012
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