Il settore fotovoltaico in Europa sta letteralmente bruciando una montagna di euro. Secondo l’ultimo report European Solar Power Markets di Frost & Sullivan, infatti, i ricavi complessivi scenderanno a soli 6,5 miliardi nel 2015 per il mercato europeo e l’unico settore previsto in crescita è quello del solare a concentrazione (CSP), il cui mercato passerà dai 2,1 miliardi del 2010 ai 5,2 del 2015.

Per Frost & Sullivan i motivi di questo crollo, CSP escluso, sono da ricercare nel taglio degli incentivi al fotovoltaico in Italia e Germania e nella contemporanea pressione sui prezzi dovuta all’eccesso di capacità produttiva cinese:

L’eccesso di capacità produttiva e i prezzi in discesa di materie prime e componenti spingono giù i costi e i prezzi dei moduli, rendendo di conseguenza gli investimenti più attraenti per i compratori. Per controbilanciare la diminuizione degli incentivi e stimolare la domanda i produttori abbasseranno ancora di più i prezzi dei moduli.

Il cane che si morde la coda, quindi, una sorta di spirale infinita che sta risucchiando il fotovoltaico europeo in un abisso senza uscita. Ma l’analisi di Frost & Sullivan non cincide con quella pubblicata la settimana scorsa da Mercom Capital, che documentava un crollo degli investimenti nel solare fotovoltaico.

Dove i due report vanno d’accordo, invece, è nel prevedere un roseo futuro per il fotovoltaico a concentrazione che, secondo Frost & Sullivan avrà comunque bisogno del sostegno degli incentivi statali ancora per qualche anno. Per la precisione fino al prossimo decennio, quando diventerà competitivo grazie all’avanzamento tecnologico e all’economia di scala.

26 ottobre 2012
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