La Cina produce il 76% dei wafer fotovoltaici del mercato globale ed è di gran lunga il maggior importatore al mondo di silicio. Ma questa materia prima, come un po’ tutta la filiera fotovoltaica, soffre sempre di più della crisi dovuta all’eccesso di produzione tanto che negli ultimi sei mesi le fabbriche di polysilicon hanno lavorato a meno del 70% della loro capacità.

Sono i dati dell’ultimo Polysilicon and Wafer Supply Chain Quarterly Report di Solabuzz, società di analisi specializzata nella filiera del solare. Secondo il report tra il primo e il terzo trimestre 2012 la Cina ha importato 262 mila tonnellate di silicio, ma ne ha utilizzate per produrre pannelli fotovoltaici solo 188 mila tonnellate. Le restanti 74 mila tonnellate hanno riempito i magazzini delle fabbriche cinesi aggravando la crisi del fotovoltaico causata dalla scarsa domanda nella seconda metà dell’anno scorso.

solarbuzz polysilicon e wafer cina 2012

Tuttavia, secondo gli analisti della società tedesca Bernreuter Research, questa situazione dovrebbe sbloccarsi nel corso del 2013. Anno in cui la produzione di polysilicon dovrebbe crescere del 6,5% grazie alla domanda proveniente da Giappone, Cina e Stati Uniti, e che dovrebbe vedere il prezzo del silicio toccare i 25 dollari al chilogrammo.

La cosa interessante è che, secondo Bernreuter Research, anche se la Cina imporrà gli annunciati dazi sul polysilicon importato dall’estero il prezzo di questo materiale non subirà scossoni. è molto probabile, infatti, che il silicio verrà dirottato verso Taiwan per poi rientrare in Cina sotto forma di wafer fotovoltaici già pronti a essere trasformati in celle e moduli.

Se questa previsione si rivelerà corretta i dazi cinesi potrebbero anche essere un boomerang: non serviranno a tutelare l’industria cinese del silicio ma al contrario contribuiranno a erodere la leadership della Cina nel settore dei wafer.

Fonti: Solarbuzz, Bernreuter Research

31 gennaio 2013
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