Nel corso del 2013 il 70% delle aziende attive nel settore del fotovoltaico sparirà dal mercato. È la terribile previsione di IHS iSuppli, che ipotizza la presenza di appena 150 produttori di silicio, celle e moduli a fine 2013 in tutto il mondo.

I dati e le previsioni di IHS possono essere confrontati con quelli appena rilasciati da ENF e relativi al solo mercato cinese. Dal confronto emerge un primo dato: i conti non tornano. Se ENF ha censito 704 aziende attive a fine 2012 nella sola Cina, infatti, IHS ne conta 500 in tutto il mondo.

>>Leggi i dati ENF sul fotovoltaico cinese

Ma non solo: se ENF ipotizza che il drastico calo dei produttori possa far bene nel 2013 al comparto fotovoltaico nel suo insieme, riequilibrando il rapporto tra domanda e offerta, IHS è convinta che ciò non basterà affatto. Secondo IHS, infatti, solo i produttori a basso costo hanno qualche speranza di sopravvivere nei prossimi 12 mesi:

Con i prezzi ancora in calo nel 2013, i produttori low cost faranno la parte del leone nel mercato globale. I fornitori di seconda e terza fascia di polysilicon, lingotti, wafer e celle dovranno lottare per sopravvivere il prossimo anno in un mercato che non ha requisiti locali. Molte di queste aziende non saranno in grado di restare a galla a lungo.

Per i produttori di moduli di seconda fascia la chiave per sopravvivere nel 2013 consisterà nello stabilire e mantenere forti relazioni con gli installatori nei mercati emergenti. Questi produttori si devono muovere più velocemente dei loro concorrenti più grandi per ottenere in fretta la fidelizzazione dei clienti.

A passarsela peggio saranno i produttori integrati, cioè quelli che hanno stabilimenti in grado di coprire l’intera filiera del prodotto fotovoltaico dal silicio al pannello. Queste aziende, nel 2011 e 2012 soprattutto, hanno sopportato ingenti spese per realizzare gli impianti produttivi e potrebbero non riuscire a ripagarle nel 2013. IHS nota come molte di queste compagnie siano cinesi.

Proprio dal governo cinese potrebbero arrivare sussidi statali per mantenere queste aziende in piedi, ma non saranno per tutti e la maggior parte di queste fabbriche verrà chiusa. Destino simile anche per il fotovoltaico a film sottile che, come aveva già notato ENF, anche secondo IHS avrà problemi a rimanere competitivo: già oggi è una nicchia, lo sarà ancor di più nel 2013 se non riuscirà a scendere di prezzo.

La previsione di IHS per l’anno appena iniziato, quindi, è catastrofica e conferma l’analisi fatta a dicembre dalla società di ricerca secondo la quale il picco della crisi fotovoltaica sarà nel 2013:

Il consolidamento e la contrazione della catena di distribuzione porterà alla riduzione della capacità produttiva sul mercato, spesso con benefici per chi rimane.

Ma data la condizione di debolezza dell’attuale mercato del fotovoltaico, non c’è alcuna garanzia che il ridimensionamento della catena di distribuzione sarà d’aiuto ai produttori sopravvissuti nel 2013 o che li renda meno a rischio fallimento.

Anche nel 2013, quindi, il mercato fotovoltaico resta assai difficile da decifrare. Ancor più difficile fare previsioni accurate, di quelle che piacciono agli investitori. La conferma arriva da un altro report previsionale: quello di Mercom Capital dedicato al possibile impatto della disputa anti dumping tra UE e Cina.

11 gennaio 2013
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I vostri commenti
Shaan Davide Tinti, giovedì 26 settembre 2013 alle11:45 ha scritto: rispondi »

Ti ringrazio per la partecipazione al post. Si il fotovoltaico è in crisi, anche se dobbiamo considerare questa situazione da diverse angolazioni. Prima degli incentivi e del conto energia, il nostro paese era a zero in questo settore, poi c'è stata un'ascesa iperbolica e la conseguente caduta, tipica di una realtà economica drogata da leggi ad ok. In Germania dove il settore ha radici storiche ben diverse dall'Italia, questa crisi di settore è inesistente, perché la cultura, l'operatività sono cresciute negli anni, quindi a un trend di crescita costante. Sembra una barzelletta noi che abbiamo il sole siamo in crisi, chi lo cerca pur avendone poco no. E' la mentalità che va modificata, sia nei consumatori che nelle aziende. Le aziende che falliscono nel settore del fotovoltaico subisco la mala amministrazione aziendale, imprenditori, amministratori delegati, che sottraggono capitale dall’azienda per goderselo (macchine di lusso, yacht, case ovunque, ecc …), togliendo competitività ed etica all’azienda, compromettendo il futuro della loro azienda. Di esempi di questo tipo ce ne sono molti anche in altri settori, completamente distaccati dal fotovoltaico, dalle energie alternative. Lo vediamo dai benefit che percepiscono gli amministratori delegati, le aziende liquidano compensi d’oro, anche se l’azienda è in crisi. Licenziano, ristrutturano l’azienda, ma non rinunciano al loro alto ed esagerato stile di vita, improntato sul denaro. Molti imprenditori parlano di crisi, se è crisi passare da una spesa annua di 200.000 euro ad una di 150.000 euro, all’ora chi perde il lavoro e lo stipendio di cosa deve parlare. Tutti noi vediamo la crisi da un punto di vista, spesso soggettivo, spesso lontano dalla realtà. Mi consolo dicendo che anche la classe politica è estranea alla crisi economica, è cieca, settimana scorsa volevano approvare un emendamento per finanziare con 1.000.000.000 di euro per partito la ristrutturazione degli archivi di partito. Se questa è crisi …………… allora la fame cosa è la morte ? Buona giornata

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