Il settore fotovoltaico, in Italia, copre quasi il 7% del fabbisogno energetico nazionale. I quasi 530 mila impianti sparsi sul territorio nazionale hanno segnato l’avvio di una trasformazione del sistema elettrico italiano, che vira verso la generazione distribuita. Allo stesso tempo, il settore non ha rappresentato una priorità per il governo, in materia di programmazione energetica: a causa della mancanza di attenzione e delle politiche poco lungimiranti, quasi sei mila posti di lavoro diretti sono stati persi nell’ultimo anno. Sono i dati del GIFI, che lancia l’allarme sulla situazione del settore fotovoltaico, chiedendo al governo “scelte radicali” per il rilancio di un comparto che trainerà l’economia mondiale nei prossimi anni.

Scopri quali sono le alternative agli incentivi per il fotovoltaico

Secondo il GIFI, Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, il settore delle rinnovabili ha avviato un processo di ridefinizione della politica energetica globale. Per il nostro paese, è arrivato il momento di delineare una strategia lungimirante a supporto sia del fotovoltaico che del Sistema Paese: la progettazione di un futuro sostenibile, infatti, passa anche per la ripresa economica e sociale che il settore può innescare. Per questo, secondo GIFI, è necessario intervenire immediatamente e senza remore, adottando policy coraggiose, in un quadro di ridefinizione generale degli obiettivi e delle strategie energetiche. Le imprese italiane che aderiscono ad ANIE Confindustria non si limitano alle richieste, ma intervengono in modo positivo proponendo “interventi prioritari e urgenti a supporto della filiera fotovoltaica italiana”:

  • Estensione del periodo di validità della detrazione al 50% per la ristrutturazione edilizia, fino al 30 giugno 2014 ed estensione ai soggetti giuridici. La prima in ordine temporale delle proposte GIFI riguarda il meccanismo della detrazione: uno strumento utile in alternativa agli incentivi, soprattutto se abbinato allo Scambio sul Posto (SSP) o al Ritiro Dedicato. Oltre alla proroga di un anno, le imprese chiedono che diventi un meccanismo aperto a tutti i soggetti, inclusi i soggetti giuridici, e che sia reso stabile;
  • Semplificazione procedure autorizzative e di connessione alla rete. I costi tecnico-burocratici appesantiscono gli investimenti nel settore e mettono a rischio la competitività: secondo il GIFI, uno snellimento delle procedure, inoltre, potrebbe far scendere i costi generali degli impianti anche del 15-20%. Due le proposte emerse a riguardo: la prima è quella di un’ulteriore semplificazione degli iter autorizzativi e degli adempimenti legati alla connessione alla rete tramite l’uso di un modello unico semplificato per l’autorizzazione, la connessione e l’esercizio degli impianti fotovoltaici realizzati sugli edifici, per i quali è prevista la comunicazione secondo il D.Lgs 28/11. Inoltre, GIFI propone l’eliminazione delle prove di campo fatte sugli inverter e sui dispositivi di interfaccia esterni, che richiedono un ulteriore esborso per il consumatore;
  • Approvazione della delibera sui Sistemi Efficienti d’Utenza (SEU) senza modifiche dell’ultima ora. Lo strumento dei SEU, pensato per sviluppare la generazione distribuita insieme ad altri meccanismi come quello degli SSP, rimane tuttora marginale perché mancano le regole di dettaglio per l’operatività. La definizione delle norme applicative è dunque urgente per GIFI, che augura il coinvolgimento di tutti i soggetti nella definizione urgente delle regole. Inoltre, dati gli scarsi risultati attuali, le regole applicative dovranno essere integrate, dopo un’attenta analisi dei limiti attuali del modello dei SEU;
  • Facilitazione dell’accesso al credito. Per ricavarsi un posto nel mercato globale dell’energia rinnovabile, investitori e imprese italiane devono essere messi nelle stesse condizioni degli altri competitor. In particolare, per quanto riguarda le agevolazioni per l’accesso al credito, la proposta GIFI è quella di istituire un fondo speciale dedicato al settore fotovoltaico, sul modello del Fondo Rotativo di Kyoto;
  • Possibilità di utilizzo dei Certificati Bianchi (TEE) anche per impianti FV di potenza superiore ai 20kW. GIFI propone l’inserimento del fotovoltaico anche per impianti sopra ai 20kW, all’interno della lista degli interventi che possono sfruttare i Certificati Bianchi, In particolare gli impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo e proporzionati rispetto alle esigenze, realizzati nel contesto delle categorie “Processi industriali:…generazione di energia da fonti rinnovabili” o “Settori residenziale, agricolo e terziario: piccoli sistemi di generazione elettrica e cogenerazione”. GIFI chiede inoltre di poter estendere le schede standard a impianti di potenza fino a 200kW;
  • Incentivazione per la sostituzione dell’amianto. Oltre 30 milioni di tonnellate di materiale contaminato è presente sul nostro territorio, insieme a un miliardo di metri cubi di amianto compatto. Oltre alle gravi conseguenze su ambiente e salute, la rimozione e la bonifica sono necessarie e utili anche per ottenere ricadute positive sulla collettività, in senso economico: GIFI quindi auspica l’introduzione di un meccanismo di incentivazione che favorisca e stimoli sostituzione e smaltimento dell’amianto.

Il volume di affari del settore fotovoltaico, nel 2012, ha toccato quota 6.2 miliardi di euro, con una riduzione del 58% rispetto a quello del 2011. Malgrado questo, sottolinea il GIFI, il volume d’affari che rimane nelle tasche di imprese italiane è pari al 46% del totale in aumento rispetto al 30% del 2011. Parallelamente, secondo le ultime stime dell’Energy & Strategy Group, nel 2012 si è assistito a una riduzione del 5% delle imprese operanti nella filiera fotovoltaica nazionale, rispetto agli 850 operatori attivi alla fine del 2011 e un calo del 22% del numero complessivo degli addetti ai lavori. Cifre destinate ad aumentare, malgrado le potenzialità dimostrate del settore, se il nuovo governo non farà scelte nette, coraggiose e lungimiranti, sulla totalità della strategia energetica italiana.

11 giugno 2013
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I vostri commenti
ferdinando ehrenstein, venerdì 13 dicembre 2013 alle14:31 ha scritto: rispondi »

Il fotovoltaico non solo deve essere incentivato ma anche permesso nel collocamento in loco. Norme ambientali vietano categoricamente l'utilizzo dei panelli e così quando gli si nomina, si ha l'impressione di parlare di fantascienza.

Riccardo Belfiore, mercoledì 12 giugno 2013 alle14:24 ha scritto: rispondi »

si potrebbe chiedere inoltre di equiparare il fotovoltaico residenziale al solare termico, e quindi avere la detrazione del 65%

Federico Bella, martedì 11 giugno 2013 alle17:18 ha scritto: rispondi »

Le richieste riportate nell'articolo mi sembrano ben articolate, soprattutto l'estensione degli sgravi fiscali alle persone giuridiche è un provvedimento che potrebbe generare interesse nei tanti proprietari di immobili industriali e non. Altro aspetto fondamentale mi sembra quello della rimozione dell'amianto, soprattutto nei siti industriali. Mi auguro che il governo recepisca tempestivamente le richieste ed i suggerimenti da Voi segnalati, anche per la ripresa del settore impiantistico che da diversi anni vive una crisi profonda. Distinti saluti

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