Crisi del fotovoltaico: la fine dei pannelli a film sottile?

La crisi del fotovoltaico morde e sembra che le conseguenze più drammatiche interessino il settore dei pannelli a film sottile, non ancora concorrenziale rispetto al segmento delle celle solari tradizionali. Se infatti il prezzo dei normali pannelli al silicio è progressivamente calato negli ultimi anni, le celle “thin-film” sono tuttora un prodotto più costoso, e non è un caso che molte promettenti aziende del settore stiano chiudendo i battenti o che solo l’acquisizione da parte di grandi holding sia riuscita a salvarle dal baratro.

La speranza, soprattutto da parte delle società che hanno rilevato i marchi in crisi, è che la tecnologia del film sottile possa rappresentare un vantaggio nel momento in cui la crisi allenterà la morsa e la domanda di fotovoltaico tornerà a salire. A quel punto, sostengono alcuni analisti, riavviare un impianto per la produzione di celle a film sottile potrebbe rivelarsi più conveniente che ripartire con uno stabilimento tradizionale.

Investire nel thin-film in un momento di crisi, in altri termini, sarebbe una specie di scommessa sulle prospettive future di questa tecnologia, soprattutto su larga scala. Secondo Travis Bradford, professore di Affari Internazionali e Pubblici alla Columbia University e presidente del Prometheus Institute per lo sviluppo sostenibile, un impianto a film sottile di un Gigawatt potrebbe costare dai 350 ai 450 milioni di dollari, contro il miliardo tondo per un impianto al silicio convenzionale.

Al momento, si tratta solo di una stima teorica, visto che finora la tecnologia a film sottile è stata utilizzata solo per impianti relativamente piccoli. C’è stata, a dire il vero, qualche esperienza della First Solar, ma la speranza degli analisti è che tra qualche anno questa tecnologia possa diventare decisamente più competitiva rispetto ad ora.

Ci sarà da aspettare, questo è certo, e l’attesa potrebbe rivelarsi proibitiva per le start up e le piccole aziende in generale. Ma per i colossi del fotovoltaico, investire nel film sottile in questo momento potrebbe rivelarsi un buon investimento, tanto che alcuni hanno già cominciato.

In ogni caso, si tratta di una strategia piuttosto rischiosa. La verità è che al momento i produttori di pannelli tradizionali stanno continuando ad abbassare i prezzi e aumentare l’efficienza, per cui non c’è alcuna garanzia che il fotovoltaico a film sottile possa diventare realmente competitivo nel giro di pochi anni. Anzi. Secondo alcuni esperti, come Jenny Chase del Bloomberg New Energy Finance, i pannelli solari “thin-film” resteranno al massimo un prodotto di nicchia.

11 ottobre 2012
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