Dopo il miele, l’ultima vittima del cambiamento climatico sembrerebbe essere niente meno che il burro. Per lo meno in Norvegia, dove pare che a causa dell’estate troppo piovosa e della mancanza di fieno per l’alimentazione per le mucche (che hanno prodotto circa 25 milioni di latte in meno rispetto al 2020), la produzione sia crollata del 25%, determinando una vera e propria corsa all’acquisto e un conseguente aumento vertiginoso dei prezzi. Che pare abbiano toccato quota 1.000 dollari al chilo.

In realtà, sembra che la scarsità di burro sia dovuta anche alla recente impennata dei consumi, legata all’improvvisa popolarità di una nuova dieta ricca di grassi. Sarà per questo, o per le voci sempre più diffuse della possibile penuria, ma le vendite di burro sono salite del 20% nel mese di ottobre e del 30% a novembre.

Il burro, tra l’altro, è molto usato in Norvegia, soprattutto nella produzione di biscotti e altri dolci natalizi fatti in casa, per i quali ora manca uno degli ingredienti principali, anche a causa delle politiche di protezionismo che ne ostacolano le importazioni dall’estero. Il paradosso è che, nonostante la grave crisi economica internazionale, il Paese scandinavo è uno dei pochi Paesi a non dover fare i conti con la mancanza di liquidità degli istituti bancari.

Nelle banche norvegesi, infatti, i contanti non mancano. Anzi, i depositi stranieri sono aumentati di un quinto nel terzo trimestre del 2001, segno evidente che i risparmiatori europei ritengano gli istituti di credito della Norvegia più affidabili degli altri. Oslo, inoltre, può contare su significative riserve petrolifere, le più ingenti dell’Europa Occidentale.

Né i liquidi, né il petrolio, però, sembrano poter salvare il Paese dalla “crisi del burro“, che ha già prodotto una serie di episodi al limite del surreale. Qualche giorno fa, ad esempio, un cittadino russo ha cercato di varcare il confine con 90 chilogrammi di burro nascosti in auto, ma è stato fermato alla frontiera dalle autorità doganali. Per fronteggiare l’emergenza, l’Autorità agricola della Norvegia ha annunciato l’imminente, ma temporaneo, abbassamento del dazio.

13 dicembre 2011
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