I crisantemi sono dei fiori molto diffusi dalla fine dell’estate fino all’autunno inoltrato. Nonostante la tradizione li associ alle commemorazioni per i defunti, proprio perché la loro fioritura si estende facilmente fino a novembre, in realtà questi fiori sono perfetti per abbellire il giardino, date le mille e delicate colorazioni. Come fare, però, per coltivarli sia in vaso che in terra piena?

Prima di cominciare, vale la pena sottolineare come del crisantemo esistano moltissime varietà, ognuna delle quali si differenzia per le caratteristiche del fiore, il colore e l’estensione del fusto. Dal crisantemo a margherita a quello a ragno, passando per quelli a fiore d’anemone e molti altri, le tipologie vanno scelte in base alla propria zona di residenza, possibilmente facendosi consigliare dal proprio vivaio di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare i crisantemi

Con il termine Chrysanthemum si intende un ricchissimo genere di piante angiosperme della famiglia delle Asteraceae. Originarie di Europa e Asia, queste piante sono solitamente perenni o annuali, nonché coltivate in tantissime varianti e ibridi. Soliti fiorire al primo calo delle temperature, dalla fine dell’estate fino all’autunno inoltrato, a seconda della varietà si potrà godere di fiori a corolla di delicati petali, allungati e sovrapposti in più file concentriche. Le colorazioni sono le più svariate e comprendono tutte le sfumature dal bianco fino a un intenso violaceo, passando per giallo e rosso.

Il clima preferito è quello mediterraneo, non eccessivamente caldo, poiché il fiore ama il fresco delle giornate autunnali e non teme particolarmente il gelo. Nonostante questa caratteristica, rimane comunque importante una buona esposizione al sole, considerato anche come nelle stagioni predilette dal crisantemo le ore d’illuminazione disponibili quotidianamente rimangono ridotte. Per riparare la pianta adeguatamente dal vento, invece, si può pensare di realizzare una piccola aiuola in prossimità di siepi o pareti in roccia.

Il terreno preferito è quello morbido, ben drenato, dove siano assenti i ristagni d’acqua. Inoltre è necessario che il terriccio sia sufficientemente ricco di sostanze nutritive, possibilmente ben distribuite anche in profondità, sia da concimi organici che da compost. Consigliato, soprattutto per la coltivazione in vaso, è un vaso di sabbia morbida e ricca di minerali, come quella di origine fluviale, poiché aiuterà fortemente il terreno a disperdere l’acqua.

Proprio in merito all’acqua, le necessità d’annaffiatura rimangono importanti per tutto l’anno, facendo però sempre riferimento all’umidità relativa del terreno. Durante l’autunno e l’inverno possono bastare anche i normali fenomeni atmosferici, in primavera ed estate si deve invece integrare con un apporto quotidiano d’acqua, poiché è proprio in queste due stagioni che i crisantemi vengono piantati e cominciano il loro lento ciclo di sviluppo.

Coltivazione in vaso e in giardino

Il crisantemo può essere efficacemente coltivato sia in vaso che in giardino, dove crescerà rigoglioso senza la necessità di interventi troppo faticosi.

La predisposizione del vaso è, come consuetudine, molto importante. Sul fondo andrà predisposto un letto di ghiaia, cocci, palline d’argilla o sabbia di fiume, per garantire il massimo drenaggio dell’acqua. Si riempie quindi con del terriccio morbido, arricchito con concime organico e con compost. In giardino, invece, è necessaria una blanda zappatura del terreno successiva alla concimazione, per permettere la diffusione delle sostanze nutritive in profondità e in modo uniforme.

La coltivazione normalmente avviene per talea, la pratica più semplice per ottenere un gran numero di esemplari dalle caratteristiche genetiche identiche alla pianta originaria. In alternativa, si possono acquistare piantine da trapiantare direttamente in dimora. È naturalmente possibile anche la crescita partendo dal seme, ma non è una pratica molto diffusa proprio perché la talea garantisce risultati più rapidi. Verso la fine dell’autunno, oppure all’inizio della primavera, sarà sufficiente scegliere dei rami di 10-15 centimetri di lunghezza, da piantare in vasi ricolmi di torba, terra morbida e sabbia: in breve tempo attecchiranno formando vistose radici. Alla crescita della pianta, attorno ai 20 centimetri, si può quindi pensare al trasferimento nella dimora definitiva.

Tra le pratiche di mantenimento cicliche, la concimazione del terreno soprattutto in primavera ed estate, la potatura dei cespugli troppo estesi, l’aumento del drenaggio con sabbia per evitare il marciume delle radici, quindi il controllo della presenza di infestanti, parassiti e afidi.

18 luglio 2015
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