Criosauna per dimagrire: efficacia

La criosauna, come ricorda il termine stesso, è l’impiego delle basse temperature per la gestione di alcuni problemi o disagi di salute. L’uso del freddo per ottenere sollievo da alcuni sintomi o affezioni non è nuovo e in alcune applicazioni, come nel congelamento localizzato delle verruche, è entrato a far parte dei protocolli di cura. Non è il caso della criosauna, che rimane un trattamento non medico per il quale manca ancora il supporto degli Enti Regolatori degli Stati.

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La crioterapia è stata sviluppata in Giappone alla fine degli anni ’70 del secolo scorso: i primi studi condotti riguardavano le possibili applicazioni per il trattamento dell’artrite reumatoide. Da allora ci sono state molte ricerche sugli altri benefici per la salute, compresa la perdita di peso.

Cos’è la criosauna

La criosauna è il trattamento crioterapico del corpo intero: in altre parole, tutto il corpo è esposto a temperature estremamente basse, fino a -140°C circa, per un tempo molto limitato, al massimo 3-5 minuti. In questo breve intervallo di tempo, la temperatura media della pelle scende a circa 10 °C, mentre grazie alla durata limitata della seduta, quella corporea interna rimane pressoché invariata. Non sono immersi nella criosauna la testa e il collo, che rimangono quindi esposti al clima della stanza in cui si trova il dispositivo.

Nonostante si tratti di un trattamento di breve durata, è sempre presente nella stanza anche un operatore, che può intervenire sia per tranquillizzare il soggetto e favorire il rilassamento che in caso di necessità. Il trattamento può essere interrotto dal soggetto stesso in qualsiasi momento.

Ridurre le adiposità con la criosauna

Basal

Secondo i sostenitori di questa opportunità terapeutica, la criosauna è un efficace sistema per aumentare il metabolismo, perciò migliora l’efficacia di un programma di perdita di peso che comprenda un regolare esercizio fisico e un’alimentazione sana.

La teoria che sta alla base dell’efficacia è molto semplice. Il raffreddamento della superficie cutanea fa sì che, all’interruzione dell’esposizione alle temperature estreme, il cervello segnali al resto del corpo la necessità di attivare un meccanismo di compensazione. Quest’ultimo consiste nel pompare più sangue e con più energia agli arti, alle mani e ai piedi.

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Questa attività comporta l’attivazione del metabolismo e l’impiego delle scorte energetiche. Dopo circa 8 ore dal termine della seduta, il corpo avrà bruciato circa 500 – 800 kcal per ripristinare la temperatura superficiale: una criosauna della durata di 3 minuti equivale quindi a una corsa di 45 minuti. Il trattamento va ripetuto per circa 10 volte in un periodo di 2-3 settimane. Gli studi riguardo a questa possibilità di applicazione della criosauna sono ancora preliminari: serve approfondire i risultati con ricerche disegnate per verificare, in specifiche popolazioni di soggetti e in presenza di un gruppo controllo, la reale efficacia. Poiché manca il sostegno di significativi studi scientifici, la crioterapia non è considerata un trattamento medico.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Al trattamento non possono accedere i pazienti che soffrono di malattie cardiache, ipertensione, insufficienza respiratoria, grave anemia, malattie renali e della vescica, trombosi venosa e altre patologie del sistema circolatorio. La criosauna è inoltre controindicata in gravidanza. Gli effetti collaterali della terapia sono limitati, tuttavia l’utilizzo sbagliato e l’assenza di un adeguato supporto da parte di personale specializzato può comportare l’insorgenza di ustioni, anche gravi.

21 settembre 2018
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