Il crescione è una pianta aromatica che, soprattutto negli ultimi tempi, sta riacquistando fama all’interno della cucina italiana, anche grazie alla sua facilità di coltivazione e cura. Ma come piantarlo e accudirlo in orto oppure in vaso, magari da esporre in balcone?

Dal sapore intenso, quasi piccante, il crescione è normalmente utilizzato in abbinamento alle insalate, per completare piatti di street food, come aromatizzante di sughi e salse, per le cotture al forno e molto altro ancora. Ne esistono diverse varietà – l’agretto, la coclearia, quello d’acqua e di prato – quindi la scelta, pur rimanendo simili le pratiche colturali, dipende dalle proprie necessità e dalla zona di residenza. In caso di dubbi, sarà sufficiente chiedere un parere al proprio fornitore di semenze e piantine di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare il crescione

Il crescione – in botanica Lepidium sativum per quello da giardino, oppure Nasturtium officinale per quello d’acqua – è una pianta normalmente appartenente alle Brassicaceae. Nonostante le varietà, e le differenze anche sostanziali fra di esse, di solito si tratta di un vegetale cespuglioso, dalle foglie di un intenso verde e steli alti all’incirca 20 centimetri. Coltivato sin da tempi antichi, le tracce risalgono infatti sino a Persiani e Romani, viene utilizzato in cucina grazie alle foglie, dove è usato per arricchire insalate, salse, condimenti, cotture al forno e molto altro. Di norma, con il termine crescione si indica comunemente la varietà da giardino, quella più facile da gestire, nonché dalla più veloce crescita.

Il clima preferito è quello temperato, sebbene la pianta si adatti facilmente sia a temperature basse che a caldi intensi. Normalmente si attende una temperatura atmosferica giornaliera di almeno 10 gradi, quindi può essere coltivato per gran parte dell’anno, in particolare da febbraio e per tutto il corso della primavera, fino a estate inoltrata.

Il terreno preferito è quello morbido e ben drenante, possibilmente dotato di un buon livello di sostanze organiche, anche da compost. Ideale sarà una preventiva vangatura, non più profonda di quindici centimetri, oppure la rotazione annuale con altri ortaggi, quali le zucchine. Data la facilità e la velocità di coltivazione, tuttavia, il crescione si adatta alla più grande varietà di terreno. Non ama però l’eccesso di calore, così come anche la siccità, quindi è indicata una blanda copertura o dell’ombra nelle zone più afose dello Stivale.

L’apporto d’acqua varia a seconda dell’umidità del terreno e, naturalmente, dalla stagione e dal luogo di coltivazione. In genere l’annaffiatura è ripetuta più volte la settimana, anche quotidianamente durante l’estate, purché il terreno sia sempre drenato. I ristagni, infatti, potrebbero portare rapidamente alla perdita del raccolto.

Coltivazione in vaso e orto

Il crescione è una pianta che cresce facilmente sia nella terra piena dell’orto che in vaso, anche di piccoli dimensioni. Inoltre, è l’ideale per i neofiti della coltivazione, poiché gode di una crescita estremamente rapida, quindi di poche cure per la manutenzione.

Al solito, la predisposizione del vaso sarà molto importante. Sul fondo andrà previsto un letto di ghiaia e cocci, per favorire il deflusso dell’acqua, quindi si riempie il contenitore con del terriccio morbido, arricchito e ben mescolato con il compost o altro concime organico. Può essere utile anche una preventiva annaffiatura, così da inumidire il terreno, per poi lasciarlo circa 24 ore a riposo prima della semina. In giardino, invece, come già accennato è indicata un’operazione di blanda vangatura per distribuire al meglio le sostanze nutritive.

Sia in vaso che in orto, la semina è normalmente a spaglio e non richiede particolari attenzioni per la distanza degli esemplari. Dopo solo una decina di giorni, ridotti a molto meno in caso di temperature elevate, avviene la prima germinazione. Non appena appariranno le prime foglie, si può procedere a un leggero diradamento qualora il cespuglio fosse troppo ricco o disordinando, eliminando le piantine più deboli. Il raccolto, invece, avviene quando le foglie sono sufficientemente grandi per il consumo. Infine, è usanza interrompere il raccolto quando il crescione comincia a produrre i primi fiori.

Tra le pratiche di manutenzione, la predisposizione di opportuni ripari durante le estate più afose, la rimozione delle erbacce e il controllo delle specie infestanti, come le lumache, ma anche di piccoli mammiferi e uccelli.

6 giugno 2015
I vostri commenti
Adriana Maccaroni, lunedì 18 aprile 2016 alle14:09 ha scritto: rispondi »

Non vedo l'ora di ricevere i vostri suggerimenti !!! Grazie, a presto

Lascia un commento