Cresce quasi esponenzialmente il peso delle fonti rinnovabili nel complesso della produzione di energia elettrica nel nostro paese. Nell’anno appena trascorso, da esse abbiamo tratto il 20% del nostro consumo lordo: una percentuale che inizia a farsi davvero considerevole.

Mentre il governo sembra ormai non voler prescindere dal ritorno al nucleare, anche in Italia s’impone, dunque, nella pratica concreta, l’utilizzo di impianti fotovoltaici ed eolici, affiancati ai più tradizionali idroelettrici e a biomasse.

In particolare l’energia prodotta a partire da quella solare è quadruplicata, anche se, stando ai numeri assoluti, resta una delle fonti meno redditizie: 1.000 gigawattora contro i 6.700 delle biomasse e i circa 47.000 del settore idroelettrico. Diversa pare la sorte delle centrali eoliche: tramite il vento si producono mediamente 66.000 gigawattora.

Eppure, se osserviamo più a fondo la situazione, proprio il fotovoltaico sembra essere il settore su cui maggiormente investire: se sull’eolico permangono dei dubbi sulla sua effettiva praticabilità in Italia, se sembra difficile immaginare nuovi impianti idroelettrici (si tratta di una tecnologia che ormai viene sfruttata da più di un secolo) e se c’è un limite oggettivo alle biomasse producibili ogni anno è evidente che, al contrario, una campagna di diffusione su larga scala dei pannelli solari non sia ancora stata pienamente attuata. Anche la ricerca tecnologica in questo campo sembra in grado di trovare nuove soluzioni, sempre più redditizie.

Il timore, fra gli ambientalisti, è che lo sforzo economico che nei prossimi anni sarà richiesto dal ritorno al nucleare, rischi di tagliare i fondi a queste ricerche e iniziative.

Eppure i risultati fin qui ottenuti dalla “green energy” non possono che riproporre il problema: ma di questo ritorno al nucleare, ne abbiamo davvero bisogno?

19 gennaio 2010
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I vostri commenti
Sandro kensan, sabato 17 luglio 2010 alle16:43 ha scritto: rispondi »

Vedo che qui i numeri sono una opinione o forse è solo un refuso. Comunque non piò essere che l'eolico produca 66.000 GWh di elettricità, l'eolico produce secondo le fonti che ho io 6600 GWH ovvero 6.6 TWh. Penso che i numeri non interessino a nessuno ma io li trovo utili e quindi le rinnovabili sono fatte da un 66% di idroelettrico e da un 33% di eolico+fotovoltaico+altre rinnovabili. Il 33% è costituito quasi interamente dall'eolico e dalle biomasse.

tamigigi, giovedì 25 febbraio 2010 alle13:08 ha scritto: rispondi »

In aree del sud dove l'abusivismo edilizio fa storie e ombra coi i suoi scheletri di taluni ancora incopleti perche non dare veremante spazio al fotovoltaico a celle?.Bisogna battare e contare di piu sull'energia rinnovabile altro che nucleare.

Bristol, martedì 19 gennaio 2010 alle22:33 ha scritto: rispondi »

Quello che mi chiedo io è.... perchè si continua a perseverare nel fotovoltaico a pannelli di silicio piuttosto che al fotovoltaico a "celle", assai più pratico per le superfici "pre-esistenti" e con una capacità di assorbimento della luce più alta in condizioni non ottimali (inclinazioni non buone dei raggi solari o cielo coperto)??

piero, martedì 19 gennaio 2010 alle15:20 ha scritto: rispondi »

Certo, si potrebbero sfruttare tutte le superfici esposte, per ridurre l'impatto paesagistico, che il posizionamento dei pannelli solari da al paesaggio,

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