L’importanza di una protezione efficace dagli effetti dannosi dei raggi ultravioletti è ormai nota a tutti. L’esposizione al sole deve essere sempre accompagnata dall’uso di una crema solare adatta al tipo di carnagione e all’età del soggetto. Ma quanto sono “sicure” le creme protettive convenzionali? Esistono alternative più naturali e amiche dell’ambiente?

I solari tradizionali sono di norma basati su filtri chimici, sostanze che “neutralizzano” i raggi UV innescando, appunto, una reazione chimica. Anche se il dibattito sulla reale pericolosità di queste sostanze è in molti casi ancora aperto, alcuni componenti di queste creme solari, come l’Oxybenzone e il 4-Methylbenzyliden Camphor, sono sospettati di tossicità e in particolare di interferire con il sistema endocrino, soprattutto con il funzionamento degli estrogeni.

Un rischio che vale soprattutto se il prodotto è destinato a un bambino. Secondo l’ultima edizione della Guida ai solari pubblicata dall’ente no profit USA Environmental Working Group (EWG), circa il 66% dei prodotti presenti sul mercato americano contiene sostanze chimiche potenzialmente nocive per la pelle e per l’ambiente.

I filtri solari chimici, infatti, sono anche sospettati di inquinare l’ambiente marino, dal momento che si disperdono molto facilmente in acqua, oltre a surriscaldare l’epidermide. Quando si scelgono prodotti non ecobio, in ogni caso, è sempre consigliabile dare sempre un’occhiata alle etichette, facendosi magari aiutare dalle indicazioni del Biodizionario online.

Un’alternativa più green è rappresentata dai cosmetici solari con certificazione ecobio. Questi prodotti contengono di solito filtri fisici o minerali, come l’ossido di zinco o di titanio. Si tratta di sostanze che schermano “fisicamente” i raggi Ultravioletti, riflettendoli del tutto o parzialmente.

I solari con filtri fisici sono di norma molto efficaci, ma la presenza di componenti minerali li rende un po’ difficili da spalmare, e in qualche caso possono lasciare una patina biancastra sulla pelle. La resistenza all’acqua, inoltre, è limitata, per cui vanno applicati frequentemente, e sempre dopo il bagno o la doccia.

Un’altra opzione sono le creme protettive ecobio a base di preparati fitoterapici, che contengono estratti vegetali ad azione “filtrante” (si va dal germe di grano all’olio di sesamo, cocco o elicriso, oppure camomilla, calendula, estratto di melograno, oli di riso, macadamia, rosa moschata e jojoba, aloe, burro di karité). Uno dei problemi di questi prodotti è che è difficile attribuire loro un fattore di protezione numerico come le altre creme, il che può rendere la scelta più complicata e in un certo senso un po’ rischiosa.

I solari ecobio contengono spesso una combinazione di entrambe le tipologie di ingredienti: filtri minerali e principi attivi estratti da piante. Mai, in ogni caso, affidarsi al fai da te, anche perché le sostanza di origine vegetale possono dare luogo a reazioni allergiche, oltre che rivelarsi tutt’altro che efficaci nel proteggere dai raggi dannosi.

18 agosto 2014
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