Per quelle invisibili all’occhio umano dovremo probabilmente aspettare ancora a lungo. Ma le turbine eoliche “trasparenti” ai radar potrebbero presto diventare realtà. L’azienda Vestas, specializzata in tecnologie per l’energia dal vento, ha infatti realizzato il prototipo a grandezza naturale di una turbina invisibile alle apparecchiature radar.

Il progetto è stato condotto in collaborazione con la società aerospaziale britannica QinetiQ e ha utilizzato una tecnologia analoga a quella usata nell’industria bellica per la costruzione degli aerei “stealth”, quelli che, appunto, sono in grado di volare senza essere rilevati dai radar.

Il segreto sta nel materiale utilizzato, che riesce ad assorbire, anziché riflettere, le onde emesse dai radar, in modo da impedire la localizzazione del velivolo. O, in questo caso, della pala eolica. Si tratta, in particolare, di materiali Ram, una sigla che sta per “Radar absorbent material“, che, almeno per quanto riguarda gli aerei da guerra, consistono in sostanza in resine con particelle di ferrite in sospensione.

Ma a che serve produrre delle turbine che le apparecchiature di sicurezza aerea non riescono a individuare? A evitare i casi, attualmente piuttosto frequenti, in cui in aeree “sensibili” come aeroporti o basi militari i radar scambiano le pale eoliche per aerei in movimento a bassa quota e ne bloccano il funzionamento per ragioni di sicurezza. Al momento, questi inconvenienti sarebbero responsabili del congelamento di ben 20mila megawatt di energia eolica. Per noi, invece, non cambierà nulla: all’occhio umano i nuovi aerogeneratori “invisibili” non saranno molto diversi da quelli a cui siamo già abituati.

6 luglio 2011
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