Quante volte abbiamo guardato con perplessità le posate al ristorante prima di mangiare perché poco fiduciosi riguardo il loro livello di igiene? Ora invece di chiedere al cameriere di cambiarcele potremmo valutare noi stessi per sicurezza, in modo scientifico, quanti batteri si annidano e anche disinfettarle velocemente. Come? Potrebbe essere presto possibile per tutti grazie alla nuova cover per smartphone ideata da Bhaskar Mitra, scienziato del cibo presso l’Università di Copenaghen.

Il Dr. Mitra è originario del Bengala occidentale, lì le condizioni igieniche, in particolare nell’ambito dell’alimentazione, non sono di certo ottimali. È stato per risolvere il problema della sicurezza alimentare che lo scienziato si è applicato per 1 anno per realizzare un prototipo di cover per smartphone in grado di testare cibo o liquidi, analizzarne la carica batterica e quindi igienizzarli, almeno in modo superficiale.

La copertura è dotata di lampada UV e di un filtro blu per coprire la lente della fotocamera di uno smartphone. Il cibo può quindi essere scansionato tramite la fotocamera, al buio, utilizzando la luce blu che ne risulta, poi un’app sviluppata ad hoc permette di capire quali sono “gli intrusi”.

Non solo batteri, ma impurità quali potrebbero essere particelle di sabbia o micro pezzettini di vetro, potenzialmente molto pericolosi. Con la lampada UV è quindi possibile abbassare la carica batterica superficiale (non si riescono ad uccidere i batteri all’interno) e si può quindi eseguire di nuovo la scansione per controllare se la situazione è cambiata.

Forse il sistema non sarà in grado di igienizzare qualsiasi cibo con cui venga a contatto, è perfetto per esempio per rendere più pulite delle posate, o un alimento che sia appena caduto per terra, per il resto però può permettere di controllare le condizioni degli alimenti e dell’acqua di cui ci nutriamo e capire se sono contaminati, in ogni caso l’utilizzo della lampada UV può bloccare le proliferazioni batteriche.

Mitra confessa di non aver inventato nulla, ma di avere applicato la scienza ad un dispositivo, creando un sistema multidisciplinare che lo rende potente e che tra l’altro si avvale di energia solare per la sua alimentazione.

Attualmente il costo di questa invenzione è di 45 dollari: il suo autore vorrebbe brevettarla in India e lanciarla nel mercato ad un prezzo inferiore, in modo che sia accessibile a quante più persone e possa davvero fare la differenza per migliorare la salute legata alla sicurezza del cibo e dell’acqua.

30 marzo 2016
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