Il problema delle ingenti quantità di rifiuti in plastica che si trovano in mare è praticamente un argomento di cui sentiamo parlare ogni giorno. L’ultima notizia l’abbiamo letta sui giornali quando un esemplare di tartaruga Caretta Caretta è tornata in mare dopo mesi di riabilitazione per aver ingerito troppa plastica. Dopo anni di studio, il Centro di Recupero Tartarughe Marine di Linosa ha notato che le tartarughe attratte dall’odore di cannucce dei cocktail o dai cotton fioc, li scambiano per cibo e li ingeriscono, con le gravi conseguenze che tutti conosciamo.

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Proprio il cotton fioc sarebbe uno dei mali peggiori per la fauna acquatica. L’associazione Marevivo ha ricordato che si era tentato nel 2012 di vietare la dispersione nell’ambiente dei cotton fioc, ma poi nel 2004, per un errore burocratico, tutto era tornato come prima.

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Il problema dei cotton fioc è che non sono biodegradabili e le associazioni ambientaliste cercano di combattere da anni contro la loro commercializzazione. In un anno, raccontano i volontari, su circa 40 spiagge sono stati trovati oltre 7000 cotton fioc.

Gli animali, pesci, uccelli e altri mammiferi che vivono nel mare, li scambiano per cibo e li ingoiano rischiando la morte per avvelenamento o, peggio, introducendo sostanze tossiche nella catena alimentare. È stato così emanato un Ddl Realacci nel quale si chiede che dal 1 gennaio 2019 sia vietato commercializzare e produrre in Italia i cotton fioc in materiale non biodegradabile.

30 ottobre 2017
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