Una nuova vicenda di maltrattamenti giunge dagli Stati Uniti e, questa volta, vede come protagonista un indifeso cucciolo di alligatore. Dopo aver immobilizzato l’animale, aprendogli forzatamente le fauci con le mani, due uomini hanno infatti costretto il rettile a bere birra. Il tutto per alcuni scatti da condividere sui social, caricati sulla piattaforma Snapchat: l’intervento virale non è però passato inosservato e la coppia è stata prontamente denundicata.

Il tutto è accaduto nella Carolina del Sud qualche giorno fa, dove due uomini poco più che ventenni hanno deciso di infastidire un povero alligatore, incontrato nella natura incontaminata di Ridgeland. Bloccato l’animale affinché non potesse sfuggire, i giovani ne hanno spalancato le fauci, per poi versarne in gola il contenuto di una lattina di birra. L’impresa, ripresa in video e confermata da alcuni scatti fotografici, è stata poi condivisa su Snapchat, un social network noto per la fruizione veloce e la possibilità di imporre una scadenza temporale ai propri contenuti.

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Diversi navigatori hanno criticato il comportamento dei giovani a seguito della pubblicazione delle immagini e, non ultimo, queste sono giunte nelle mani delle autorità locali per la protezione degli animali, pronte ad avviare un’indagine. Identificati i responsabili, il Department of Natural Resources della Carolina del Sud ha quindi deciso di denunciare i colpevoli per maltrattamenti. Così ha spiegato un portavoce:

La conservazione della natura incontaminata rappresenta una grande porzione di quel che gli agenti del SCDNR fanno ogni giorno. Questo caso è un buon esempio per spiegare perché lottiamo per educare sulla vita selvatica, sperando che la rispettino.

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Nella Carolina del Sud gli alligatori sono protetti dalla legge e vengono considerati, di conseguenza, una specie protetta. Sembra che, dopo la registrazione del filmato social, il cucciolo di alligatore sia stato rilasciato in un vicino laghetto, senza apparenti conseguenze per la sua salute. I responsabili rischiano ora delle cospicue pene pecuniarie.

31 maggio 2017
Fonte:
UPI
Immagini:
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