Continua il dibattito sulle rinnovabili e in particolare sul rapporto costi/benefici associato allo sfruttamento delle fonti energetiche verdi. Dopo i vari interventi apparsi sulle principali testate giornalistiche, adesso è la volta del presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, che ha spiegato perché non è vero che tali fonti energetiche incidano pesantemente sulle bollette degli italiani.

Secondo Dezza, infatti:

I costi elevati delle nostre bollette sono dovuti, in gran parte, all’aumentata dipendenza dell’Italia dal petrolio, e ben altre voci andrebbero eliminate per far diminuire la spesa dei cittadini. Mi riferisco al costo per i Cip 6 (delibera del Comitato Interministeriale Prezzi adottata il 29 aprile 1992 con cui sono stabiliti prezzi incentivati per l’energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili e “assimilate” – N.d.r.) piuttosto che alle Tariffe speciali Fs o ancora alla quota per il decommissioning delle centrali nucleari e non solo.

In particolare, una recente analisi condotta proprio da Legambiente ha stabilito che nel 2010 i costi in bolletta delle sole energie rinnovabili sarebbero stati di circa 2.756 milioni di euro, a fronte di altre voci (quali Iva, Tariffe speciali Fs, bonus elettrico alle famiglie disagiate e copertura delle integrazioni tariffarie per le isole minori) che, avrebbero pesato per almeno 3.052 milioni di euro.

Secondo i calcoli dell’associazione ambientalista, quindi, lo sviluppo e la promozione delle fonti rinnovabili è costata agli italiani solo 2,5 euro al mese, pari più o meno al 5% delle spese totali.

Il presidente di Legambiente, auspicando un’analisi più coerente sul tema dei costi nelle bollette energetiche, ha infine aggiunto:

Non è possibile ingannare i cittadini con lo spauracchio degli alti costi dell’energia del vento e del sole, senza fare prima chiarezza sui costi reali della produzione energetica. Tanto più, che tutti i sondaggi realizzati ad oggi, hanno dimostrato che gli italiani vogliono le rinnovabili e che, per questo, sono disponibili a pagare quote accettabili in bolletta. Sarebbe più utile e corretto allora informare su quanto andrebbe a pesare (e quanto ci costa già ora) l’eventuale ritorno del nucleare.

4 aprile 2011
I vostri commenti
Oscar, martedì 5 aprile 2011 alle18:42 ha scritto: rispondi »

Ma che cos'è la barzelletta della media del pollo? Le imprese del settore, che si stanno ancora leccando le dita delle "fortune" che il Conto Energia (in parole concrete, il borsellino di tutti i consumatori, tramite bolletta elettrica) ha regalato loro negli ultimi anni ed in particolare nel 2010, ora chiedono una "moratoria" e si accontenterebbero di "SOLI" 6 o meglio 7 Miliardi di Euro/anno (garantiti per 20 anni ... (che farebbero quindi: 120 o meglio 140 miliaridi di Euro attuali !!!) per poter continuare con i loro progetti. Poco importa che tutti i soldi incassati finora ci consentano meno dello 0,5% dell'elettricità, senza alcuna possibilità di programmazione e senza con questo consentire di alimentare alcuna attività produttiva industriale! Però? E' quasi meglio che giocare al Superenalotto. Anche quello non aiuta ad alimentare di energia le asfittiche attività produttive ed i tremebondi lavoratori che temono di perdere il loro lavoro, ma sai quanti sogni si possono fare?

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