Nuovi problemi per il recupero del relitto della Costa Concordia, la nave di lusso di Costa Crociere naufragata a poca distanza dalle coste dell’Isola del Giglio. Il maltempo e il mare agitato hanno costretto all’interruzione di tutte le operazioni in corso, compresa la ricerca delle vittime e l’estrazione del carburante.

Le onde, superiori a un metro d’altezza, e l’effetto risacca hanno provocato lo spostamento del relitto di sei centimetri in mezza giornata, con la media di circa un centimetro di movimento l’ora. La Costa Concordia, tuttavia, sembrerebbe essere sufficientemente stabile sul fondale marino, grazie al manifestarsi di un effetto di ancoraggio naturale che ne scongiurerebbe – almeno per il momento – l’inabissamento.

Per salvaguardare l’incolumità del personale incaricato, soprattutto i sommozzatori costretti a un vero e proprio percorso a ostacoli per riuscire ad aver accesso alle cabine non ancora ispezionate, si è optato per la sospensione di ogni attività in attesa che le condizioni meteo migliorino. Le operazioni di defueling, ovvero di estrazione delle 2.400 tonnellate di carburante per evitare lo sversamento in mare e il conseguente disastro ambientale, si sono anch’esse dovute fermare: le società Smit Salvage e Royal Boskalis Westminster, responsabili della fase preparatoria per il drenaggio del carburante, hanno deciso nella giornata di ieri di scollegare il pontone Meloria data l’instabilità della struttura.

Rimangono quindi ore concitate quelle all’Isola del Giglio, perché il recupero degli idrocarburi diventa sempre più una corsa contro il tempo. Nonostante le panne anti-inquinamento, delle vere e proprie barriere pensate per impedire che il petrolio intacchi fauna e flora marina in caso di sversamento, siano già state stese la scorsa settimana, finché il carburante non verrà completamente recuperato la situazione continuerà a essere critica. Fortunatamente, al momento non risultano livelli di tossicità da idrocarburi sciolti in acqua preoccupanti, mentre la scorsa settimana si era rilevato un aumento di tracce di solventi e detersivi. La nave da crociera, infatti, è una cittadina a tutti gli effetti, con gli annessi e i connessi che ne conseguono: oltre al carburante, perciò, sono molte altre le sostante nocive che potrebbero intaccare il mare, dai disinfettanti ai rifiuti solidi non biodegradabili.

, TMNews

29 gennaio 2012
Fonte:
Agi
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